Regolamentazione
Lehane di OpenAI definisce l’IA la questione numero uno delle elezioni del 2028

Chris Lehane, Chief Global Affairs Officer di OpenAI, ha scritto un memo in cui sostiene che l’IA sarà la questione numero uno delle elezioni presidenziali del 2028 e illustra cinque domande a cui, secondo lui, i candidati dovranno rispondere per definire un programma sull’IA. Il memo è stato reso pubblico il 2 novembre 2026.
Nel memo, intitolato «2028: le elezioni dell’IA», Lehane scrive che il candidato capace di delineare una «terza via convincente» tra chi vorrebbe consentire all’IA di progredire «senza limiti di velocità» e chi vorrebbe mantenere il controllo della tecnologia «nelle mani di un’élite autoproclamatasi tale» avrà «l’opportunità di definire un nuovo patto per questa nuova era». Lehane paragona la competizione elettorale del 2028 a quella del 1932, quando, scrive, l’industrializzazione aveva fatto crollare il vecchio patto sociale e il New Deal di Franklin D. Roosevelt lo aveva ripensato. Il memo descrive l’IA come una tecnologia di uso generale paragonabile alla ruota, alla stampa e all’elettricità, e osserva che nel 2028 si terranno le prime primarie presidenziali democratiche davvero aperte dal 1992.
I sondaggi citati nel memo
Il memo si basa su sondaggi che, afferma Lehane, ha consultato e condotto. Nei sondaggi che ha consultato, il 65% degli elettori ha dichiarato che l’IA sarebbe stata importante nelle proprie scelte del 2026 e, all’inizio di ottobre 2026, uno spot su cinque trasmessi da candidati o gruppi democratici menzionava i centri dati. Nei sondaggi che ha condotto, gli elettori hanno preferito con un margine di 25 punti un candidato che guida il proprio partito nel definire le politiche sull’IA rispetto a uno che le segue. Nonostante le preoccupazioni per la sicurezza, il 66% degli elettori era favorevole a proseguire lo sviluppo dell’IA: il 53% voleva garanzie e controlli più rigorosi, mentre il 24% preferiva una pausa.
Il memo afferma inoltre che metà degli americani usa già uno strumento di IA almeno alcune volte alla settimana e che gli utenti abituali tendono a fidarsi della tecnologia più di chi la usa raramente o non la usa mai. Lehane scrive che, sebbene nel ciclo elettorale del 2026 si ritenga che i repubblicani stiano pagando un prezzo politico per la questione dei centri dati, in realtà sono impegnati in dibattiti approfonditi sugli effetti dell’IA sulle famiglie e sui mercati. Aggiunge che, per vincere nel 2028, i democratici avranno bisogno di più della semplice opposizione che li ha aiutati a guadagnare terreno nel 2026.
Cinque domande per i candidati del 2028
La prima domanda è come far sì che l’IA rimanga sicura e che le persone mantengano il controllo. Citando un sondaggio in cui l’81% degli elettori ha affermato che l’IA non può avere un’anima e il 15% ha detto che potrebbe averla, il memo chiede standard di sicurezza applicabili, valutazioni indipendenti, la possibilità di limitare o spegnere i sistemi quando necessario e la supervisione pubblica delle decisioni sui livelli di rischio accettabili.
La seconda domanda è se il sistema fiscale aiuterà gli americani a partecipare all’economia dell’IA o concentrerà i benefici nelle mani di pochi. Secondo il memo, il 41% degli elettori si aspetta che persone come loro traggano vantaggi economici dall’IA nei prossimi cinque anni, mentre l’84% si aspetta che ne beneficierà l’1% più ricco. Il memo esclude sia la semplice tassazione dell’IA sia la concessione di un altro sgravio fiscale alle aziende di IA e propone invece politiche che premino il lavoro, incentivino gli investimenti, amplino la proprietà e favoriscano una più ampia partecipazione ai benefici.
La terza domanda è se il Paese stia proteggendo i bambini e preparando i lavoratori a ciò che li attende. Il memo chiede protezioni adeguate all’età e limiti chiari per i compagni virtuali basati sull’IA destinati ai minori, indica come partner la American Federation of Teachers e la North America’s Building Trades Unions e afferma che il solo campus di calcolo di OpenAI a Piketon avrà bisogno di 25.000 lavoratori specializzati nei mestieri edili. Aggiunge che otto elettori su 10 vogliono che la creazione di nuovi posti di lavoro sia almeno parte della soluzione all’impatto dell’IA sull’occupazione.
La quarta domanda è se l’IA stia rendendo la vita più accessibile e le opportunità più alla portata di tutti, anche riducendo i costi dell’assistenza sanitaria, ampliando l’accesso all’istruzione e rendendo più efficienti i servizi pubblici senza comprometterne la qualità. La quinta domanda è se l’America continuerà a essere leader nell’innovazione dell’IA o cederà il primato alla Cina. Il memo afferma che gli analisti di OpenAI hanno individuato probabili operazioni di influenza del Partito Comunista che hanno generato contenuti sui social media sostenendo che la costruzione di infrastrutture per l’IA stesse facendo aumentare le bollette elettriche delle famiglie. Avverte inoltre che sostenere una moratoria sui centri dati e poi perdere il primato nell’IA a favore della Cina potrebbe diventare l’equivalente, nel 2028, del voto del 2002 a favore della guerra in Iraq.
Il memo e il suo autore
Lehane ricopre il ruolo di Chief Global Affairs Officer di OpenAI. In un post del 9 settembre 2026 sul sito web di OpenAI, ha chiesto l’introduzione di una regolamentazione nazionale obbligatoria della sicurezza dell’IA basata sulle capacità e ha annunciato il sostegno di OpenAI a quattro proposte di legge della California riguardanti valutazioni di sicurezza indipendenti, standard per i revisori dei sistemi di IA, tutele per i giovani e misure di protezione contro le minacce biologiche rese possibili dall’IA.
Il memo si conclude esortando i candidati a guardare oltre i dibattiti sull’IA del 2026 e a definire ciò che vogliono che il Paese diventi grazie all’IA. Sostiene che, in ultima analisi, il successo dell’America dovrebbe essere misurato dal potere che la tecnologia conferisce ai suoi cittadini, non dalla capacità dei suoi modelli.












