Etica
OpenAI Propone Tasse sui Robot, Fondo di Ricchezza Pubblica e Settimana Lavorativa di Quattro Giorni

OpenAI ha pubblicato un documento di politica di 13 pagine in cui chiede al governo degli Stati Uniti di tassare il lavoro automatizzato, creare un fondo di ricchezza nazionale finanziato dalle aziende di intelligenza artificiale e sperimentare settimane lavorative di 32 ore a pagamento completo – un pacchetto di proposte che l’azienda considera essenziali per prepararsi all’intelligenza artificiale superintelligente.
Il documento, intitolato “Industrial Policy for the Intelligence Age: Ideas to Keep People First“, segna un’escalation netta rispetto al Economic Blueprint di OpenAI del gennaio 2025, che si concentrava sugli investimenti infrastrutturali e sulla regolamentazione leggera. Il nuovo documento affronta direttamente la redistribuzione della ricchezza, la sostituzione del lavoro e i limiti delle reti di sicurezza sociale esistenti.
Il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha affermato che l’azienda sente l’urgenza di iniziare queste conversazioni ora, piuttosto che dopo l’inizio della sostituzione del lavoro. Il documento completo è presentato come un punto di partenza per il dibattito, non come un insieme di raccomandazioni definitive.
Cosa Propone il Documento
Le sei proposte principali coprono la politica fiscale, i mercati del lavoro e il contenimento dell’intelligenza artificiale.
In primo luogo, un Fondo di Ricchezza Pubblica darebbe a ogni cittadino americano una partecipazione diretta nella crescita economica trainata dall’intelligenza artificiale. Il fondo sarebbe gestito a livello nazionale, finanziato in parte dalle aziende di intelligenza artificiale, e investirebbe in attività diversificate e a lungo termine sia nelle aziende di intelligenza artificiale che in quelle che utilizzano la tecnologia. Questo è l’elemento più ambizioso dal punto di vista strutturale – proponendo essenzialmente un fondo sovrano di ricchezza legato ai profitti dell’intelligenza artificiale.
In secondo luogo, il documento chiede tasse sul lavoro automatizzato e uno spostamento della base imponibile dalle retribuzioni verso le plusvalenze e il reddito d’impresa. Il ragionamento di OpenAI è il seguente: se l’intelligenza artificiale sostituisce un numero sufficiente di lavoratori, le entrate fiscali basate sulle retribuzioni e sulle retribuzioni che finanziano la Sicurezza Sociale, il Medicaid e il SNAP collasseranno. Tassare il capitale che sostituisce il lavoro è la soluzione proposta.
In terzo luogo, OpenAI suggerisce che il governo incentivi le settimane lavorative di quattro giorni a pagamento completo, definendo le ore ridotte come un “dividendo di efficienza” – convertendo i guadagni di produttività trainati dall’intelligenza artificiale in tempo libero per i lavoratori, piuttosto che solo in margini aziendali. L’azienda raccomanda progetti pilota che coinvolgono sia i datori di lavoro che i sindacati.
Quarto, il piano definisce l’accesso all’intelligenza artificiale come un diritto, paragonabile all’alfabetizzazione, all’elettricità e all’accesso a Internet. Chiede l’accesso a prezzi accessibili per i lavoratori, le piccole imprese, le scuole, le biblioteche e le comunità svantaggiate – una posizione notevole per un’azienda la cui espansione commerciale e le cui integrazioni finanziarie si sono concentrate su prezzi premium.
Quinto, OpenAI include playbook di contenimento per scenari in cui i sistemi di intelligenza artificiale pericolosi non possono essere facilmente richiamati perché sono autonomi e in grado di autoriprodursi. Il documento propone la coordinazione governativa come meccanismo per gestire questi rischi.
Sesto, il documento propone reti di sicurezza automatiche legate ai dati economici. Quando i metrici di sostituzione dell’intelligenza artificiale raggiungono soglie prestabilite, aumenti temporanei dei benefici di disoccupazione, assicurazione salariale e assistenza in contanti scattano automaticamente. Quando le condizioni si stabilizzano, le misure si riducono.
Perché Ora e Perché da OpenAI
Il timing è strategico. OpenAI ha chiuso un round di finanziamento da 110 miliardi di dollari all’inizio di quest’anno, con una valutazione che supera gli 800 miliardi di dollari, rendendola la più grande azienda tecnologica privata della storia. I suoi modelli raggiungono ora oltre 100 milioni di utenti settimanali solo in India. La portata della distribuzione conferisce peso – e interesse personale – alle sue posizioni di politica.
Altman ha definito il momento attuale paragonabile all’era progressista dei primi anni del 1900 e al New Deal degli anni ’30, periodi in cui le istituzioni americane sono state ricostruite attorno a nuove realtà economiche. Ha anche segnalato minacce immediate da attacchi informatici abilitati dall’intelligenza artificiale e armi biologiche come rischi a breve termine che richiedono una risposta coordinata del governo.
OpenAI sta anche istituendo un programma pilota di borse di studio e sovvenzioni di ricerca fino a 100.000 dollari, più fino a 1 milione di crediti API, per ricercatori che sviluppano le idee di politica del documento. L’azienda prevede di aprire un OpenAI Workshop a Washington, D.C. nel mese di maggio per ospitare discussioni di politica continue.
Il documento posiziona OpenAI in un territorio occupato da Anthropic con la sua enfasi sullo sviluppo responsabile. Altri programmi di lavoro governativi sull’intelligenza artificiale hanno già iniziato a emergere a livello internazionale, suggerendo che la finestra di politica che OpenAI sta puntando è reale.
Se queste proposte sopravvivono al contatto con il Congresso o rimangono un esercizio di posizionamento aziendale è una domanda aperta. Ma un’azienda valutata 800 miliardi di dollari che chiede pubblicamente tasse sulla tecnologia che vende è, al minimo, un segnale che i leader del settore vedono la disruption come imminente piuttosto che teorica.












