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La survey di Cloudera del 2025 su Agentic AI rivela un punto di svolta per la trasformazione dell’impresa autonoma

Il 2025 si sta rivelando un anno fondamentale per la tecnologia aziendale e, secondo il rapporto appena rilasciato da Cloudera intitolato Il futuro degli agenti AI aziendali che ha intervistato un totale di 1.484 leader IT globali, gli agenti software autonomi sono al centro di questa trasformazione. Questi sistemi “agentic” di intelligenza artificiale – strumenti che possono ragionare, pianificare e agire in modo indipendente – stanno passando rapidamente dalla teoria all’adozione diffusa in tutti i settori, segnalando un enorme cambiamento nel modo in cui le aziende ottimizzano le prestazioni, migliorano le esperienze dei clienti e guidano l’innovazione.
A differenza dei tradizionali chatbot, che sono limitati a flussi di lavoro preprogrammati, i sistemi agentic AI utilizzano modelli linguistici avanzati (LLM) e elaborazione del linguaggio naturale (NLP) per comprendere input complessi e determinare il miglior corso d’azione senza intervento umano. Ciò non è l’automazione come l’abbiamo conosciuta – questo è il decentramento intelligente su scala aziendale.
L’adozione si sta accelerando – e in modo strategico
La survey di Cloudera rivela che il 57% delle aziende ha iniziato a implementare agenti AI nei due anni precedenti, con il 21% che lo ha fatto solo nell’ultimo anno. Per la maggior parte delle organizzazioni, ciò non è più sperimentale – è strategico. L’83% ritiene che gli agenti AI siano fondamentali per mantenere un vantaggio competitivo e il 59% teme di rimanere indietro se ritarda l’adozione nel 2025.
Le aziende non si fermano ai piloti. Un notevole 96% degli intervistati pianifica di espandere i propri dispiegamenti di agenti AI nei prossimi 12 mesi, con la metà che punta a roll-out su larga scala in tutta l’organizzazione.
I casi d’uso nel mondo reale stanno decollando
Il rapporto evidenzia tre delle applicazioni più popolari per l’AI agentic:
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Bot di ottimizzazione delle prestazioni (66%) – Questi agenti gestiscono dinamicamente l’infrastruttura IT, come l’allocazione delle risorse cloud e i carichi dei server, per migliorare le prestazioni del sistema in tempo reale.
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Agenti di monitoraggio della sicurezza (63%) – Sistemi autonomi che analizzano l’attività di rete, rilevano anomalie e rispondono a minacce informatiche senza supervisione umana.
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Assistenti di sviluppo (62%) – Agenti che scrivono, testano e raffinano il codice in risposta a modifiche in tempo reale – semplificando i flussi di lavoro DevOps.
Questi non sono scenari ipotetici. Sono dispiegamenti attivi nei dipartimenti IT, nel supporto clienti e persino nel marketing. In effetti, il 78% delle aziende utilizza agenti AI per il supporto clienti, il 71% per l’automazione dei processi e il 57% per l’analisi predittiva – dimostrando un ritorno sull’investimento (ROI) misurabile in aree di business chiave.
Il passo successivo dopo GenAI
La sinergia tra AI agentic e intelligenza artificiale generativa (GenAI) è un tema importante nel rapporto Cloudera. GenAI si riferisce all’AI che può creare contenuti originali – come testo, codice o immagini – in base a modelli appresi. Le aziende che hanno investito in GenAI stanno ora sfruttando l’AI agentic per orchestrare ed estendere queste capacità.
Il 98% delle organizzazioni sta utilizzando o pianifica di utilizzare l’AI agentic per supportare gli sforzi di GenAI, e l’81% sta utilizzando gli agenti per migliorare i propri modelli GenAI esistenti – rendendo effettivamente GenAI più utile, reattivo ed integrato nei flussi di lavoro aziendali.
L’open source sta guadagnando terreno
Un notevole spostamento evidenziato nella survey è la crescita dei modelli linguistici open source. Una volta considerati in ritardo rispetto alle soluzioni proprietarie, modelli come Llama, Mistral e DeepSeek sono ora competitivi – e spesso preferibili. Perché? Offrono costi inferiori, maggiore controllo e flessibilità.
A differenza dei modelli chiusi che spesso richiedono l’uso attraverso un cloud o un’API specifica (creando problemi intorno alla sovranità dei dati e al blocco del fornitore), i modelli open possono essere ospitati autonomamente. Ciò consente alle aziende di allinearsi meglio con gli standard di conformità e l’infrastruttura interna, rendendo l’AI open non solo potente – ma anche pratica.
Le sfide rimangono: integrazione, privacy e fiducia
Nonostante l’entusiasmo, il dispiegamento di AI agentic non è senza attrito. Il rapporto identifica tre barriere principali:
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Preoccupazioni per la privacy dei dati (53%)
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Integrazione con i sistemi legacy (40%)
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Alti costi di implementazione (39%)
Le aziende segnalano anche una notevole complessità tecnica: il 37% ha trovato estremamente impegnativo integrare gli agenti AI nei flussi di lavoro esistenti. Questi sistemi richiedono una forte infrastruttura, team qualificati e una solida governance.
I partecipanti alla survey di Cloudera hanno sottolineato la necessità di dare priorità alla qualità dei dati, migliorare la trasparenza dei modelli e rafforzare i quadri etici interni per garantire che gli agenti AI siano affidabili ed efficaci.
Pregiudizio e AI etica: una preoccupazione fondamentale
Uno dei più forti avvertimenti nel rapporto riguarda il pregiudizio algoritmico. Poiché i modelli AI apprendono da dati storici, rischiano di perpetuare le disuguaglianze sociali se non gestiti con cura. La survey cita allarmanti conseguenze nel mondo reale:
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Nel settore sanitario, modelli distorti hanno portato a diagnosi errate nelle popolazioni sottorappresentate.
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Nel settore della difesa, sistemi di supporto decisionale distorti potrebbero influenzare decisioni militari ad alto rischio.
Il 51% dei leader IT è seriamente preoccupato per l’equità e il pregiudizio negli agenti AI. In modo incoraggiante, l’80% segnala una forte fiducia nella spiegabilità degli agenti AI – un segno che la trasparenza sta diventando una priorità.
Spotlight settoriali: impatto specifico del settore
La survey di Cloudera offre approfondite informazioni su come diversi settori stanno dispiegando l’AI agentic:
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Finanza e assicurazioni: rilevamento delle frodi (56%), valutazione del rischio (44%) e consulenza sugli investimenti personalizzata (38%) sono i principali casi d’uso.
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Manifattura: ottimizzazione della catena di approvvigionamento (48%), automazione dei processi (49%) e monitoraggio dei rischi per la sicurezza guidano la carica.
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Vendita al dettaglio e commercio elettronico: gli agenti AI stanno migliorando l’ottimizzazione dei prezzi (49%), il servizio clienti (50%) e la previsione della domanda (48%).
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Settore sanitario: la pianificazione degli appuntamenti (51%) e l’assistenza diagnostica (50%) stanno avendo un impatto reale.
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Telecomunicazioni: il supporto clienti (49%) e la previsione della rotazione sono punti chiave, insieme al monitoraggio della sicurezza.
Raccomandazioni per le aziende nel 2025
Per trarre il massimo vantaggio da questo momento, Cloudera delinea quattro passaggi chiave:
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Rafforzare la propria infrastruttura dati per gestire l’integrazione, la qualità e la privacy su larga scala.
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Iniziare con piccoli progetti, dimostrare il valore e scalare in modo pensato – iniziando con casi d’uso ad alto ROI come bot di supporto interno.
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Stabilire la responsabilità fin dal primo giorno. Gli agenti AI prendono decisioni – qualcuno deve esserne responsabile.
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Migliorare le competenze dei propri team per collaborare con l’AI e adattarsi alle sue capacità in evoluzione.
Conclusione: da iperbole a impatto – l’AI agentic è qui
Il rapporto Cloudera Il futuro degli agenti AI aziendali dipinge un quadro chiaro: l’AI agentic non è più un termine di moda – è un’imperativa aziendale. Nel 2025, le aziende innovative stanno investendo in agenti non solo per automatizzare le attività, ma per potenziare la propria forza lavoro, migliorare la presa di decisioni e guadagnare un vantaggio competitivo in tempo reale.
Per avere successo in questa nuova era, le organizzazioni devono andare oltre l’esperimento e abbracciare un dispiegamento etico e pensato degli agenti AI. Coloro che guidano ora non si adatteranno solo – definiranno il futuro dell’impresa intelligente.












