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Il Rapporto Annuale 2026 di Nasuni sullo Stato dei Dati dei File Aziendali rivela che l’adozione dell’AI aziendale supera la prontezza dei dati

Nasuni ha recentemente pubblicato Il Rapporto Annuale 2026 sullo Stato dei Dati dei File Aziendali, che dipinge un quadro di un mondo aziendale che si sta muovendo aggressivamente verso l’adozione dell’AI, mentre allo stesso tempo scopre che la maggior parte delle infrastrutture di dati esistenti non è stata progettata per la scala, la complessità e le esigenze operative che i moderni sistemi di intelligenza artificiale richiedono.
Il rapporto, basato su un sondaggio di 1.000 responsabili delle decisioni di acquisto aziendali negli Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Austria e Svizzera, suggerisce che la prossima fase della competizione aziendale dell’AI potrebbe dipendere meno dall’accesso ai modelli e più da come le organizzazioni gestiscono i dati operativi non strutturati.
L’adozione dell’AI sta procedendo più velocemente della prontezza aziendale
I risultati mostrano che l’AI è diventata la principale priorità di investimento per le aziende nel 2026. Il 59% dei responsabili delle decisioni di acquisto ha identificato le iniziative di AI come il loro principale settore di investimento, rappresentando un aumento significativo rispetto all’anno precedente.
Allo stesso tempo, le aziende stanno sempre più riconoscendo che la distribuzione dell’AI non può essere separata dagli sforzi di modernizzazione della gestione dei dati. La gestione dei dati cloud, l’intelligenza dei dati, l’analisi e la gestione dei dati non strutturati sono emerse come priorità di investimento importanti. Il 77% dei responsabili delle decisioni di acquisto ha affermato di voler aumentare gli investimenti nelle capacità di intelligenza e analisi dei dati, mentre il 60% ha dichiarato di voler aumentare la spesa per la gestione dei dati non strutturati nei prossimi 18 mesi.
Il rapporto suggerisce che molte organizzazioni hanno sottovalutato quanto i sistemi di AI sarebbero diventati dipendenti da dati aziendali puliti, accessibili, ben governati. Quasi la metà delle organizzazioni ha affermato che le iniziative di AI avevano già esposto lacune nella qualità o nella governance dei dati. Più una società aveva una distribuzione di AI avanzata, più era probabile che scoprisse gravi problemi di dati.
La ricerca di Nasuni indica anche che le aziende potrebbero ancora essere alle prime fasi di comprensione di cosa richieda realmente la distribuzione di agenti di AI su larga scala. Sebbene il 97% delle organizzazioni segnali di avere già distribuito o di stare testando agenti di AI, solo il 18% ha raggiunto la distribuzione di agenti di AI a livello aziendale.
I dati non strutturati sono diventati un collo di bottiglia importante per le aziende
Uno dei temi più chiari in tutto il rapporto è l’importanza crescente dei dati non strutturati. I documenti, le email, le immagini, le registrazioni, i file di progettazione, i dati di ingegneria e gli asset di collaborazione rappresentano ora più del 90% dei dati aziendali.
Tuttavia, nonostante il ruolo critico che questi dati svolgono nelle operazioni aziendali e nei flussi di lavoro di AI, il 94% delle organizzazioni intervistate ha affermato di lottare per gestire i dati non strutturati in modo efficace. Le preoccupazioni per la sicurezza sono state classificate come la sfida più grande, seguite dalle difficoltà di ripristino in caso di disastro, dai problemi di collaborazione, dagli ambienti frammentati e dalla complessità della conformità.
Il rapporto sottolinea ripetutamente la frammentazione come un problema operativo centrale. Le organizzazioni attualmente si affidano a una media di quattro sistemi separati per l’archiviazione, il backup e il ripristino in caso di disastro, mentre il 22% segnala di utilizzare più di sei fornitori contemporaneamente.
Secondo i risultati, le aziende che utilizzano più sistemi non connessi hanno tempi di ripristino più lunghi, una maggiore pressione operativa e più difficoltà a scalare le iniziative di AI.
Nasuni ha anche scoperto che solo il 21% delle aziende attualmente opera in un ambiente di file gestito centralmente in grado di offrire prestazioni coerenti in tutti i luoghi. Le organizzazioni restanti si affidano a combinazioni variabili di sistemi frammentati, trasferimenti manuali, condivisione via email o infrastrutture centralizzate inconsistenti.
Questa incoerenza sembra avere conseguenze dirette sulla produttività. Più di un terzo delle aziende ha affermato che l’accesso lento o incoerente ai file danneggia significativamente la produttività dei dipendenti.
I costi dell’infrastruttura di AI stanno ridisegnando la spesa IT
Il rapporto arriva anche in un periodo di rapido aumento dei costi dell’infrastruttura legati all’espansione dell’AI. Il 42% delle organizzazioni si aspetta aumenti significativi nella spesa per gli strumenti di AI e le piattaforme di AI generative nel prossimo anno.
Nasuni nota che i prezzi dell’hardware dell’infrastruttura stanno anche aumentando rapidamente, in particolare i componenti di memoria e archiviazione. Il rapporto fa riferimento a proiezioni che mostrano come i prezzi combinati di DRAM e SSD potrebbero aumentare del 130% entro la fine del 2026.
Questo sta creando tensione all’interno dei budget IT aziendali. Il 46% dei responsabili delle decisioni di acquisto ha affermato che la crescita dei dati sta costringendo a una spesa maggiore per l’infrastruttura di archiviazione, mentre il 43% ha segnalato scelte di budget dirette tra l’infrastruttura di archiviazione e le iniziative di AI.
I risultati suggeriscono che molte aziende stanno iniziando a rendersi conto che l’espansione dell’AI non è solo un problema di software. La distribuzione di AI su larga scala introduce esigenze operative importanti relative alle prestazioni di archiviazione, alla governance, alla sicurezza, al backup, al ripristino in caso di disastro e all’accesso ai dati su più sedi.
Le debolezze di sicurezza e recupero rimangono significative
La sicurezza e la resilienza operativa sono emerse come un’altra preoccupazione importante in tutto il rapporto.
Il 71% delle organizzazioni ha segnalato di aver subito un attacco informatico nell’ultimo anno, un aumento rispetto al 69% dell’anno precedente. Tuttavia, solo il 26% ha affermato di essere in grado di rilevare, mitigare e ripristinare facilmente da tali attacchi.
I tempi di ripristino sono stati particolarmente preoccupanti. Secondo i risultati, il 70% delle organizzazioni ha richiesto più di una settimana per ripristinare completamente da un attacco informatico, con un periodo di ripristino medio di poco più di quattro settimane.
Il rapporto ha anche scoperto che il 62% delle organizzazioni si affida ancora principalmente a sistemi di recupero basati su backup tradizionali piuttosto che su ambienti di dati continuamente protetti o immutabili. Nasuni sostiene che questi approcci più vecchi potrebbero essere poco adatti per ambienti di AI sempre più intensivi in termini di dati, dove il downtime e le interruzioni operative possono diventare significativamente più costosi.
È interessante notare che le organizzazioni con infrastrutture di dati centralizzate più mature sembrano ripristinare sostanzialmente più velocemente dagli attacchi informatici. Le aziende che utilizzano sistemi di dati centralizzati o continuamente protetti tendono a ripristinare le operazioni più velocemente e tendono anche a segnalare una maggiore maturità nella distribuzione di AI.
Il rapporto sottolinea che i settori di architettura, ingegneria e costruzione sono stati colpiti duramente, con l’82% delle organizzazioni AEC intervistate che hanno segnalato attacchi informatici nell’ultimo anno. Le aziende di produzione e automotive hanno anche segnalato tassi di attacco elevati, rafforzando le preoccupazioni che le industrie operative con proprietà intellettuali preziose e infrastrutture critiche stanno diventando sempre più bersagli attraenti per i criminali informatici.
Allo stesso tempo, i risultati suggeriscono che molte aziende potrebbero sovrastimare le loro capacità di recupero. Sebbene solo il 38% delle organizzazioni abbia segnalato di avere sistemi di dati centralizzati, immutabili o continuamente protetti progettati per un rapido recupero, due terzi dei responsabili delle decisioni di acquisto hanno espresso fiducia nella loro capacità di ripristinare i dati critici non strutturati dopo un incidente importante.
La governance dell’AI sta diventando una questione da sala riunioni
Uno degli spostamenti organizzativi più notevoli identificati nel rapporto coinvolge l’autorità decisionale per le iniziative di AI.
Per la prima volta, il C-suite ha superato i dipartimenti IT come principale decision-maker per la strategia di AI aziendale. Il 52% delle organizzazioni ha affermato che le decisioni di AI sono ora guidate principalmente da esecutivi come CEO, CTO, CDO e CAIO, rispetto al 26% guidato principalmente dai dipartimenti IT.
Nasuni suggerisce che ciò riflette l’importanza strategica crescente dell’AI mentre le organizzazioni si spostano oltre la sperimentazione e verso la distribuzione operativa. L’AI è sempre più legata agli sforzi di trasformazione aziendale più ampia che coinvolgono la struttura della forza lavoro, i flussi di lavoro operativi, la strategia di prodotto e la competitività a lungo termine.
Tuttavia, il rapporto segnala anche una crescente disconnessione tra le ambizioni di AI a livello esecutivo e le realtà infrastrutturali di base affrontate dai team IT. Sebbene il 70% dei responsabili delle decisioni di acquisto creda che la loro infrastruttura di dati dei file possa supportare la scalabilità di AI, il rapporto sottolinea ripetutamente problemi persistenti che coinvolgono archiviazione frammentata, lacune di governance, accesso incoerente e sistemi di recupero deboli.
Questa disconnessione potrebbe diventare più visibile mentre le aziende transiteranno da strumenti di AI generativa leggeri verso agenti di AI più autonomi in grado di eseguire compiti operativi in tutta l’azienda.
La prossima corsa all’AI potrebbe essere sulla infrastruttura dei dati
Sebbene gran parte della conversazione pubblica sull’AI si concentri ancora sui modelli di base, sui benchmark e sulle capacità dei chatbot, i risultati di Nasuni puntano verso un cambiamento più silenzioso ma potenzialmente più significativo all’interno degli stack tecnologici aziendali.
Il rapporto suggerisce che il successo futuro dell’AI potrebbe dipendere sempre più dall’infrastruttura dei file operativi piuttosto che dall’accesso ai modelli da solo. Le organizzazioni con sistemi di archiviazione frammentati, ambienti di collaborazione incoerenti, governance debole e strategie di recupero obsolete potrebbero lottare per distribuire l’AI in modo affidabile su scala aziendale, anche se hanno accesso ai modelli più recenti.
Il rapporto suggerisce anche che le aziende stanno iniziando a pensare ai dati operativi come a un asset strategico in grado di alimentare i sistemi di AI con contesto e conoscenza istituzionale specifici dell’azienda.
Allo stesso tempo, il rapporto avverte che la scalabilità dell’AI senza ambienti di dati centralizzati, gestiti e protetti potrebbe amplificare i rischi di sicurezza, le inefficienze operative e la complessità organizzativa.
Il Rapporto Annuale 2026 di Nasuni sullo Stato dei Dati dei File Aziendali inquadra infine l’adozione dell’AI aziendale non come una rivoluzione software autonoma, ma come una transizione infrastrutturale più profonda che potrebbe richiedere alle organizzazioni di ripensare radicalmente come archiviare, gestire, proteggere e operativizzare i loro dati.












