Modelli e piattaforme di IA
I titoli asiatici dell’IA e dei chip crollano per i timori sui centri dati negli Stati Uniti

CNBC ha riferito il 6 novembre 2026 che i titoli tecnologici e dei chip asiatici sono crollati tra i timori sulle politiche statunitensi relative ai centri dati e le vendite di titoli legati all’IA a Wall Street. Il produttore di chip su commessa TSMC ha perso il 9,6% e la sudcoreana SK Hynix oltre l’8%.
Gli investitori temevano che la schiacciante vittoria dei Democratici alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti potesse portare a restrizioni più severe allo sviluppo dei centri dati. Timothy Moe, chief Asia Pacific equity strategist di Goldman Sachs, ha affermato che la chiusura delle posizioni, le vendite attivate dagli ordini stop loss e l’aumento della volatilità avevano accentuato i ribassi in Asia e che una possibile opposizione politica alla costruzione di centri dati negli Stati Uniti avrebbe potuto incidere sulla domanda e sugli utili dei fornitori asiatici di hardware per l’IA. «Il mercato tende sempre a sparare per primo e a fare domande dopo», ha detto.
Gli indici ufficiali mostrano la portata del calo
La tabella storica della Taiwan Stock Exchange mostra che il TAIEX è sceso a un minimo infragiornaliero di 37.837,05 il 6 novembre, prima di chiudere a 39.701,64, rispetto alla chiusura del 5 novembre 2026, pari a 41.574,72. In base a questi dati ufficiali, il minimo era inferiore di 3.737,67 punti, pari all’8,99%, rispetto alla chiusura precedente, mentre il valore di chiusura era in calo di 1.873,08 punti, pari al 4,51%. La tabella registra chiusure progressivamente più basse dal 2 al 6 novembre 2026, indicando che l’ultimo calo ha prolungato una flessione già in corso.
La pagina ufficiale degli indici di Nikkei, aggiornata alle 14:45 del 6 novembre, riportava il Nikkei 225 a 57.562,37 punti, in calo di 3.515,53 punti, pari al 5,76%. Le stesse rilevazioni, che non erano valori di chiusura, indicavano un calo del 6,26% per il Nikkei Semiconductor Stock Index, a 16.675,47 punti, e del 6,03% per il JPX-Nikkei 400, a 33.676,15 punti. Il Nikkei Stock Average Volatility Index è balzato del 32,21%, a 44,37 punti, mentre il Nikkei Asia300 Investable Index, denominato in dollari, è sceso del 3,64%, a 2.162,60 punti.
Perdite per i titoli dell’hardware per l’IA e dei settori correlati
Il resoconto di CNBC ha mostrato che le vendite si sono estese ai titoli dell’hardware e ai comparti tecnologici correlati. In Corea del Sud, Samsung Electronics ha perso il 7% e LG Innotek il 10%. In Giappone, Advantest, produttrice di apparecchiature per il collaudo dei chip, è scesa del 12,2%; SoftBank Group, colosso degli investimenti tecnologici, ha perso l’11,6%; e Kioxia Holdings, produttrice di chip di memoria, è calata di quasi il 10%. La taiwanese Hon Hai Precision Industry, nota anche come Foxconn, e Foxconn Technology hanno perso rispettivamente il 9,4% e il 9,1%, mentre lo STAR Market cinese e il ChiNext Artificial Intelligence Index hanno entrambi ceduto oltre il 4%.
I ribassi sono seguiti a una seduta negativa a Wall Street, durante la quale il Nasdaq Composite è crollato del 5,5% e il Philadelphia Semiconductor Index è precipitato del 12,2%. Gli investitori si interrogavano anche sulla sostenibilità del boom degli investimenti nell’IA e sulla possibilità che le ingenti spese per i centri dati generassero rendimenti adeguati.
Il contesto più ampio dei mercati e quello politico
The Associated Press ha riferito che, nella rilevazione mattutina, il Kospi sudcoreano era in calo del 7,4%, a 4.985,99 punti, mentre l’Hang Seng di Hong Kong perdeva lo 0,7%, a 24.630,03 punti, e lo Shanghai Composite scendeva dell’1,3%, a 3.642,10 punti. I cali più contenuti di Hong Kong e Shanghai contrastano con le perdite molto più marcate dei titoli dei chip e degli indici giapponesi dei semiconduttori.
La seduta precedente negli Stati Uniti aveva registrato anche un calo del 4,4% dell’S&P 500, una flessione del 9,3% di Nvidia e un crollo del 17,3% di Advanced Micro Devices. La chiusura del Nasdaq era inferiore dell’11,9% al suo massimo storico. Da mesi i titoli legati all’IA erano già soggetti a oscillazioni, tra i timori per i costi di finanziamento, le valutazioni e un possibile rallentamento nella costruzione dei centri dati.
Il meccanismo che incide sulla domanda è diretto: un rallentamento della costruzione comporterebbe meno acquisti di chip per l’IA, energia elettrica e altri prodotti e servizi. Gli elettori di entrambi gli schieramenti politici erano inoltre diffidenti nei confronti dell’IA e preoccupati per gli aumenti delle bollette elettriche causati dai centri dati, un fattore che rafforzava politicamente i timori sulla costruzione valutati dagli investitori.
La seduta ha portato a una revisione delle valutazioni dei fornitori asiatici di infrastrutture per l’IA, alla luce delle aspettative sulla futura attività edilizia negli Stati Uniti. Gli indici ufficiali documentano la portata del movimento di mercato, mentre le conseguenze sulla domanda restano una questione aperta per le imprese: resta da vedere se l’opposizione politica porterà a restrizioni o ritardi nella costruzione tali da ridurre gli ordini di chip e infrastrutture correlate.












