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XPANCEO e JBD avvicinano le lenti a contatto intelligenti alla realtà commerciale con un microdisplay personalizzato

XPANCEO e JBD stanno spingendo la realtà aumentata verso una delle sue forme più ambiziose: un display costruito direttamente all’interno di una lente a contatto. Le aziende hanno annunciato la prossima fase della loro collaborazione, centrata sullo sviluppo congiunto di un microdisplay personalizzato progettato specificamente per l’integrazione nella piattaforma di lenti a contatto intelligenti di XPANCEO.
L’annuncio è importante perché le lenti a contatto intelligenti non sono semplicemente occhiali intelligenti più piccoli. Richiedono un modello di ingegneria completamente diverso. Un display che si trova sulla o vicino all’occhio deve essere abbastanza sottile da rimanere comodo, efficiente abbastanza da funzionare all’interno di limiti di potenza estremi e otticamente preciso abbastanza da produrre un’immagine che l’indossatore possa comodamente mettere a fuoco. La visione più ampia di XPANCEO è quella di sostituire i tradizionali schermi con uno strato digitale invisibile e sempre disponibile, abilitando al tempo stesso applicazioni di salute, identità, aerospaziale, industriale e sportiva attraverso una singola piattaforma basata su lenti.
Perché un display per lenti a contatto è così difficile
Il nuovo progetto XPANCEO e JBD si basa su un lavoro di proof-of-concept tra le due aziende. Durante la prima fase, i team hanno creato una scheda di circuito stampato con un microdisplay integrato e hanno collegato quel display all’unità di elaborazione della lente. Hanno anche sviluppato un sistema ottico progettato per formare un’immagine precisa che l’occhio umano possa mettere a fuoco nonostante il display sia posizionato estremamente vicino all’occhio.
Quella sfida ottica è una delle principali differenze tra la realtà aumentata per lenti a contatto e quella per occhiali. L’occhio umano non è progettato per mettere a fuoco un oggetto che si trova direttamente sulla sua superficie. L’approccio di XPANCEO si basa su ottiche di proiezione specializzate che guidano la luce che forma l’immagine in un modo che può essere comodamente interpretato dall’indossatore.
La forma del fattore è altrettanto esigente. Gli occhiali intelligenti convenzionali possono nascondere display, batterie, sensori, processori e moduli ottici all’interno di una montatura. Una lente a contatto intelligente non ha tale lusso. XPANCEO afferma che i componenti del display devono rimanere intorno allo spessore di un capello umano, con il display finale che si prevede misuri non più di una frazione di millimetro in diametro. Quella limitazione costringe ogni parte del sistema, dalle ottiche alla consegna di potenza, a essere ripensata dall’inizio.
JBD porta l’esperienza MicroLED a un fattore di forma estremo
JBD è un partner naturale per questa fase del progetto. Fondata nel 2015, l’azienda si specializza in tecnologia di display MicroLED e ha sviluppato capacità in materia di crescita del materiale, produzione di MicroLED, confezionamento, test e progettazione di drive hardware e software. Il suo portfolio di prodotti include microdisplay MicroLED, proiettori, moduli ottici, kit di sviluppo e sistemi di test e correzione per guida d’onda AR.
I prodotti attuali dell’azienda sono rivolti principalmente ad applicazioni di prossimità come la realtà aumentata e gli occhiali intelligenti AI, dove la luminosità, le dimensioni e l’efficienza sono critiche. La linea di display attuale di JBD include pannelli MicroLED compatti e moduli ottici progettati per sistemi AR leggeri.
Per XPANCEO, tuttavia, anche i componenti AR compatti di oggi sono ancora troppo grandi e voraci di potenza per una lente a contatto. È per questo che le due aziende non stanno semplicemente adattando un display pronto all’uso. Stanno sviluppando congiuntamente un’architettura di microdisplay personalizzata per una lente, dove il display deve funzionare all’interno di un dispositivo curvo, morbido, ultra-sottile che si trova direttamente sull’occhio.
Una luminosità inferiore potrebbe diventare un grande vantaggio
La luminosità è uno dei principali punti deboli degli occhiali AR. L’uso all’aperto spesso richiede display estremamente luminosi perché gran parte della luce emessa viene persa mentre viaggia attraverso guide d’onda, lenti e combinatori ottici prima di raggiungere l’occhio dell’utente. Le lenti a contatto intelligenti cambiano quell’equazione.
Poiché il sistema di XPANCEO proietta immagini direttamente verso la retina, potrebbe potenzialmente raggiungere un’immagine utilizzabile a una luminosità molto inferiore rispetto agli occhiali intelligenti. Quella richiesta di luminosità inferiore non è solo una considerazione di comfort o sicurezza. È centrale per l’efficienza energetica. Minore luminosità significa minor consumo di energia, il che è critico in un dispositivo in cui ogni micron di spazio conta.
Questo è il punto in cui la collaborazione va oltre la superficie del display e si addentra nell’elettronica che lo guida. Nei display convenzionali, il pannello posteriore è progettato per supportare i livelli di corrente elevati necessari per LED luminosi. In una lente a contatto intelligente, quella stessa progettazione sprecherebbe potenza. XPANCEO e JBD stanno quindi lavorando a un pannello posteriore specializzato ottimizzato per l’operazione a ultra-basso corrente, riducendo la perdita di potenza non necessaria e aiutando il display a funzionare all’interno dei severi limiti energetici di una lente.
La potenza rimane il collo di bottiglia commerciale
Il display è solo una parte del puzzle della commercializzazione. XPANCEO ha anche lavorato sulla sfida della potenza attraverso una partnership con ITEN, un’azienda francese di stoccaggio di energia a stato solido. Nel aprile 2026, XPANCEO e ITEN hanno annunciato un proof of concept per l’integrazione di una microbatteria in una lente a contatto intelligente, con l’obiettivo di creare un sistema di stoccaggio di energia che sia sottile, duraturo, stabile e sicuro abbastanza per un dispositivo indossato direttamente sull’occhio.
XPANCEO ha descritto le lenti a contatto intelligenti come richiedenti diversi livelli di potenza per diverse funzioni. La biosensibilità a bassa potenza o la comunicazione wireless potrebbero essere supportate attraverso la raccolta di energia, compresa l’energia dal battere le palpebre, le differenze termiche, la chimica del fluido lacrimale o celle solari integrate. La proiezione di immagini AR, tuttavia, richiede scariche di potenza più intense, rendendo essenziale lo stoccaggio di energia ad alta densità.
Ciò rende la collaborazione con JBD particolarmente importante. Un’architettura di display a bassa potenza riduce il carico sulla batteria, sul sistema di alimentazione wireless e sulla progettazione termica della lente. In un dispositivo che deve rimanere morbido, sicuro, leggero e quasi invisibile, l’efficienza non è una caratteristica. È il percorso verso la fattibilità.
Dal prototipo al componente produttibile
Diverse aziende hanno dimostrato concetti di lenti a contatto intelligenti nel corso degli anni, ma la prontezza commerciale rimane elusiva. La differenza tra un prototipo di laboratorio convincente e un dispositivo di mercato di massa è enorme, specialmente per hardware che deve interagire in modo sicuro con l’occhio.
La collaborazione più recente di XPANCEO con JBD è focalizzata non solo sul rendere il display abbastanza piccolo, ma anche su renderlo produttibile. Le aziende stanno puntando a stabilire un percorso verso la prima produzione di massa di microdisplay per lenti a contatto specializzati. Questo è un significativo passo dal dimostratore sperimentale allo sviluppo della catena di approvvigionamento.
XPANCEO ha gradualmente posizionato se stessa per quel passaggio. L’azienda afferma di aver presentato richiesta per oltre 50 brevetti, di aver assemblato un consiglio consultivo scientifico presieduto dal premio Nobel Sir Konstantin Novoselov e di aver costruito un team di R&S a Dubai composto da oltre 100 scienziati, ingegneri e esperti di prodotto. Afferma inoltre che il 70% del suo team è composto da scienziati e ingegneri di primo livello, con oltre la metà in possesso di dottorato.
Un passo verso il calcolo invisibile
XPANCEO ha l’ambizione di andare oltre le sovrapposizioni AR. L’azienda descrive le lenti a contatto intelligenti come una piattaforma di calcolo invisibile per l’era dell’AI, combinando XR, biosensibilità, verifica dell’identità, monitoraggio della salute, informazioni contestuali senza mani in un’unica interfaccia. I materiali del prodotto puntano a casi d’uso in esperienze dei consumatori, salute, aerospaziale, operazioni industriali, identità fintech e prestazioni sportive.
Quella visione richiederà ancora notevoli progressi nella convalida della sicurezza, nel comfort, nell’approvazione normativa, nel rendimento di produzione, nell’integrazione della batteria, nella comunicazione wireless e nell’usabilità nel mondo reale. Ma la partnership XPANCEO-JBD affronta una delle principali barriere tecniche: come creare un display abbastanza piccolo, efficiente e specializzato per una lente a contatto intelligente.
Se sarà di successo, il microdisplay personalizzato potrebbe diventare un componente fondamentale per una nuova classe di calcolo indossabile. Gli occhiali intelligenti stanno già cercando di rendere l’AI più ambientale. Le lenti a contatto intelligenti vanno oltre, cercando di rimuovere il dispositivo dalla vista. Il risultato non sarebbe un altro schermo, ma uno strato digitale incorporato direttamente nella visione umana.












