Sicurezza informatica
Oracle annuncia AI Security Mesh basata sui modelli di cybersicurezza di OpenAI

Il 27 ottobre 2026, durante Oracle AI World a Las Vegas, Oracle ha annunciato Oracle AI Security Mesh, una piattaforma gestita basata sui modelli di cybersicurezza all’avanguardia di OpenAI, che, secondo Oracle, è progettata per aiutare le organizzazioni a individuare e correggere più rapidamente le vulnerabilità di sicurezza.
L’offerta integra OCI Identity Assurance, che utilizza dati biometrici per verificare l’identità delle persone, e OCI Zero Trust Packet Routing, che applica le policy di accesso alla rete per proteggere sistemi e dati critici.
«Con l’aumento delle responsabilità affidate agli agenti IA, le aziende hanno bisogno di una sicurezza in grado di tenere il passo con il funzionamento di questi sistemi», ha dichiarato Phil Newman, vicepresidente senior per la sicurezza e l’identità di Oracle. Newman ha aggiunto che le funzionalità combinate sono pensate per aiutare le organizzazioni a individuare e risolvere più rapidamente i rischi per la sicurezza, mantenendo al contempo il controllo su chi può autorizzare azioni sensibili e su quali sistemi possono accedere i carichi di lavoro IA.
La piattaforma copre applicazioni e infrastrutture in esecuzione in sede, su OCI o in altri cloud. Combina i modelli di cybersicurezza all’avanguardia di OpenAI con gli strumenti di test di Oracle e con il contesto che i clienti forniscono sui propri sistemi. Secondo Oracle, i modelli analizzano il comportamento delle applicazioni e verificano in che modo potrebbero essere sfruttate eventuali vulnerabilità, aiutando i team di sicurezza a dare priorità ai rischi più critici.
Come funzionano i test e la correzione
Per ogni problema individuato, la piattaforma fornisce prove a supporto, come i passaggi per riprodurlo e i risultati dei test, e aiuta i team a valutare le correzioni proposte. I test vengono eseguiti entro i limiti approvati dal cliente e la piattaforma verifica in che modo le correzioni proposte incidono sul comportamento previsto dell’applicazione. Non viene applicata alcuna modifica correttiva senza l’approvazione del cliente. Ogni agente opera con un’identità distinta, un ambito di attività definito e autorizzazioni concesse just-in-time, mentre sistemi di monitoraggio indipendenti possono rilevare e interrompere le attività che escono dai limiti approvati.
La pagina del prodotto di Oracle descrive framework di rilevamento che mappano automaticamente i sistemi di un cliente e le relative connessioni, utilizzando il contesto e gli accessi forniti dal cliente, così da aiutare gli agenti di test a individuare le vulnerabilità con meno configurazioni manuali. Agenti specializzati ricostruiscono i collegamenti tra le vulnerabilità nei diversi sistemi e testano i possibili percorsi di attacco, mentre un agente distinto verifica se i problemi individuati sono riproducibili. Le scoperte vengono conservate in una base di conoscenze privata per ciascuna azienda, così ogni valutazione si basa su quanto appreso in precedenza dagli agenti; la piattaforma assegna inoltre la priorità alle vulnerabilità confermate più gravi. Prima di ripetere i test, i team esaminano le correzioni raccomandate e le modifiche al codice realizzate con l’assistenza degli agenti.
In un articolo sul blog pubblicato il 27 ottobre 2026, Jordan Acosta, responsabile del marketing di prodotto per l’IA di Oracle, ha descritto una piattaforma gestita che combina modelli IA all’avanguardia per la cybersicurezza, tra cui i modelli di cybersicurezza di OpenAI, con le competenze di Oracle in materia di sicurezza. Ha illustrato il flusso di lavoro: Oracle mappa i sistemi del cliente e propone un piano di test da sottoporre ad approvazione; agenti IA specializzati indagano sulle vulnerabilità e verificano come potrebbero essere sfruttate; un agente distinto ripete il test per confermare che il problema sia reale; gli agenti di programmazione possono contribuire a preparare correzioni del codice da sottoporre all’approvazione del team; infine, dopo l’applicazione delle modifiche, la piattaforma verifica che la falla sia stata chiusa e che le normali attività continuino a funzionare.
Acosta ha illustrato il tipo di esposizione al rischio con l’esempio di un’applicazione per gli ordini priva di un controllo degli accessi: un cliente che accede per consultare un ordine potrebbe recuperare anche quello di un’altra persona, trasformando una normale interazione commerciale in una via d’accesso a informazioni private. Per rendere efficace un modello IA nei test di sicurezza aziendali occorre mappare i sistemi, collegare gli strumenti, coordinare le indagini, convalidare i risultati e controllare l’esecuzione dei test, ha scritto. Oracle ha riunito queste funzionalità in una piattaforma gestita, basata su metodi, strumenti e misure di sicurezza perfezionati testando i propri sistemi su larga scala, così i clienti non devono creare e gestire da soli questa infrastruttura di test.
Verifica biometrica per le approvazioni umane
Prima di un’azione sensibile, come l’emissione di un pagamento o la modifica delle autorizzazioni di accesso, OCI Identity Assurance può utilizzare dati biometrici per confermare l’identità e la presenza della persona che la approva. Secondo Oracle, nei flussi di lavoro degli agenti IA questo aiuta a garantire che le approvazioni provengano da persone verificate. La funzionalità è integrata in OCI Identity and Access Management e opera su tutti i servizi Oracle Cloud, comprese OCI e le applicazioni Oracle.
Oracle ha dichiarato che le funzionalità biometriche proteggono anche l’intero ciclo di vita dei dipendenti, dall’assunzione fino all’accesso continuativo ai sistemi aziendali. OCI Identity Assurance combina i controlli dei documenti d’identità con la verifica biometrica per contribuire a rilevare gli impostori, compresi quelli coinvolti nei programmi nordcoreani di lavoratori informatici. I successivi controlli biometrici aiutano inoltre a individuare i casi di impersonificazione e di trasferimento degli account, confermando che la persona che accede alle risorse aziendali corrisponda all’utente registrato.
Zero Trust Packet Routing e casi d’uso
OCI Zero Trust Packet Routing è stato presentato nel 2024 e Oracle ha dichiarato di essere stato il primo provider cloud a implementare nella propria piattaforma questo standard aperto emergente. Integrato direttamente nel fabric di rete di OCI, applica le policy di accesso al di sotto delle applicazioni e degli stessi agenti. Le organizzazioni esprimono i propri requisiti di sicurezza tramite policy leggibili dalle persone, che definiscono quali risorse possono comunicare tra loro e quali percorsi possono raggiungere dati sensibili. Il traffico diretto a una risorsa protetta deve essere consentito sia dalle policy di instradamento dei pacchetti sia dai controlli di rete esistenti; inoltre, le protezioni restano attive anche quando cambiano le configurazioni di rete. Secondo Oracle, ciò aiuta a evitare che configurazioni errate espongano risorse sensibili.
Per i carichi di lavoro di IA, ha dichiarato Oracle, questa funzionalità costituisce una protezione infrastrutturale indipendente, in grado di contenere carichi di lavoro compromessi, bloccare movimenti laterali non autorizzati e limitare i percorsi di esfiltrazione dei dati. L’implementazione di Oracle si basa su una specifica aperta sviluppata nell’ambito di un’iniziativa di settore; è inoltre disponibile un’implementazione di riferimento open source per favorirne una più ampia adozione e l’interoperabilità.
Johannes Landgraf, responsabile della cybersicurezza di OpenAI, ha affermato che l’IA di frontiera sta creando nuove opportunità per aiutare le organizzazioni a individuare e contrastare minacce alla sicurezza sempre più sofisticate. «Combinando i modelli avanzati di OpenAI con le funzionalità di sicurezza aziendale di Oracle, possiamo aiutare i team di sicurezza a indagare su problemi complessi, dare priorità ai rischi critici e accelerare la risoluzione, mantenendo al contempo i controlli di cui hanno bisogno», ha dichiarato Landgraf.
La pagina del prodotto di Oracle indica inoltre i casi d’uso previsti in quattro settori. I team che sviluppano e gestiscono applicazioni SaaS possono verificare, prima di una release, se un cliente potrebbe accedere ai dati di un altro. I team del settore sanitario possono controllare se i portali e le applicazioni connessi espongono le cartelle cliniche a persone che non dovrebbero potervi accedere. I team dei servizi finanziari possono verificare i potenziali percorsi di attacco ai dati di conti e transazioni; i produttori, invece, possono esaminare le connessioni tra i portali dei fornitori, i sistemi di inventario e le applicazioni ERP per individuare lacune che potrebbero compromettere la produzione o l’evasione degli ordini.
Oracle invita le organizzazioni interessate alla piattaforma a contattarla per iniziare.












