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Leader di pensiero

Come Governare l’AI Quando le Regole sono Ancora in Fase di Scrittura

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Two business executives in a futuristic server room overlooking illuminated AI infrastructure from a glass mezzanine, symbolizing AI governance and oversight.

In pochi anni, l’intelligenza artificiale (AI) è passata da una curiosità di nicchia a un pilastro fondamentale del lavoro moderno, integrandosi nei flussi di lavoro e nei processi decisionali con una velocità superiore a quella di qualsiasi tecnologia nella storia. Ma mentre la polvere della prima ondata di implementazione si deposita, ci troviamo di fronte a una realtà sorprendente: l’AI è passata da opzionale a essenziale, ma la necessaria supervisione non ha sempre tenuto il passo.

Un recente studio IBM ha scoperto che una schiacciante maggioranza dei CEO ritiene che le operazioni AI affidabili siano impossibili senza una efficace governance AI, eppure solo il 39% afferma di avere effettivamente quelle salvaguardie in atto, illustrando un chiaro ma pericoloso disconnessione tra visione e esecuzione. Un altro rapporto di IBM, il 2025 Cost of a Data Breach Report, nota che l’AI “sta emergendo come un obiettivo ad alto valore”, con il 63% delle organizzazioni violate che riferiscono di non aver ancora implementato una politica di governance AI.

Con questi dati in mente, non possiamo ignorare il fatto che l’adozione di uno strumento ad alto impatto come l’AI rappresenta un rischio per qualsiasi organizzazione. Certo, apre la porta a una maggiore efficienza operativa, a costi ridotti e a un’innovazione migliorata, ma allo stesso tempo può anche portare a dati leak, a una reputazione danneggiata e a una fiducia dei clienti compromessa – minacciando il progresso stesso che l’AI ha fatto finora se non governata in modo appropriato.

Tuttavia, saremmo negligenti se ignorassimo un ostacolo significativo che molte aziende stanno affrontando: i criteri per la governance AI sono ancora in fase di definizione in un momento in cui gli esecutivi temono che qualsiasi esitazione costerà loro il loro vantaggio competitivo.

Navigare il Divario di Governance

L’esitazione a formalizzare la supervisione AI di solito si riduce alla paura che “governance” significhi mettere i freni a iniziative redditizie che amplificano il potere umano, risparmiano tempo e aumentano notevolmente la produttività. Ma, poiché l’AI rappresenta una totale deviazione tecnologica dal passato, governarla richiede un cambiamento di mentalità altrettanto radicale. Oggi, la governance è più di semplici “regole da seguire”, è un levatore strategico che supporta l’accelerazione attraverso la protezione, consentendo alle aziende di adottare rapidamente nuova tecnologia con fiducia mentre proteggono la loro reputazione e il loro margine di profitto. Ma abbracciare la governance come un acceleratore strategico solleva una domanda inevitabile: come le organizzazioni governano una tecnologia che si sta ancora definendo?

L’AI è così nuova che non ci sono regole de facto da seguire e non c’è consenso su cosa costituisca un uso accettabile. Con poco o nessun sostegno governativo alle linee guida sulla sicurezza finora, le organizzazioni sono lasciate a cercare un terreno solido mentre cercano di stabilire adeguate barriere di protezione. Innumerevoli studi mostrano che le organizzazioni vogliono implementare la governance AI, ma il problema è che semplicemente non sanno come.

La frustrazione diventa ancora più evidente quando si considera il ritmo dell’AI rispetto a quello di un’azienda moderna. Mentre può richiedere un anno a organizzazioni più grandi per redigere, revisionare e implementare un quadro di governance AI, la tecnologia sta evolvendo più velocemente di qualsiasi altra cosa che abbiamo mai visto, il che può rendere i piani di governance formali obsoleti prima ancora di avere la possibilità di essere implementati.

Di fronte a questo ritmo incredibile e a benchmark inesistenti, il percorso di minima resistenza per molte organizzazioni spesso diventa un punto fermo; tuttavia, è lì che si trova il vero pericolo. Non possiamo cadere nella trappola di credere che la governance AI debba iniziare al “livello 10 di maturità” e invece realizzare che il successo oggi significa compiere il primo passo verso il controllo.

Il Caso per Soluzioni Dinamiche

Anche se non ci sono molti standard governativi o di settore per un uso sicuro dell’AI finora, la spinta più grande per la governance AI proviene dai clienti. Le organizzazioni che sono state le prime a implementare l’AI hanno superato l’intero mercato e hanno sviluppato una base di clienti significativa, e quelle che sono le prime a implementare l’AI sicura raccoglieranno gli stessi benefici. Mentre l’AI inizia a toccare ogni aspetto della vita moderna, lo scrutinio pubblico riguardo alla privacy e alla protezione dei dati sta raggiungendo un livello senza precedenti. Per mantenere la fiducia e ottenere un vantaggio sul mercato, la vostra organizzazione deve andare oltre le promesse e fornire prove concrete del proprio impegno per la sicurezza.

Implementare un piano di governance AI completo è un ostacolo alto per qualsiasi organizzazione, ma oggi l’obiettivo dovrebbe essere iniziare con piccoli passi. Il primo passo verso una governance efficace è acquisire una solida comprensione del paesaggio AI della vostra organizzazione per aiutarvi a mitigare i potenziali rischi e creare politiche a cui poter fare riferimento per costruire la fiducia con i vostri clienti.

Matt Kunkel è il CEO e Co-Fondatore di LogicGate, una piattaforma SaaS che opera programmi di Regulatory, Risk & Compliance per le organizzazioni. Prima di LogicGate, ha trascorso oltre un decennio nello spazio di consulenza di gestione costruendo soluzioni tecnologiche personalizzate per eseguire programmi di regolamentazione, rischio e conformità per aziende Fortune 100. Ha raccolto ~10 milioni di dollari in finanziamenti di capitale e ha guidato l'azienda attraverso una rapida crescita del numero di dipendenti e dei clienti.