Sicurezza informatica
LexisNexis Risk Solutions aggiunge segnali degli agenti IA alle decisioni antifrode

LexisNexis Risk Solutions ha annunciato le funzionalità di intelligence Know Your Agent (KYA) il 5 novembre 2026, aggiungendo l’attività degli agenti IA e segnali contestuali di rischio alla propria piattaforma per l’identità digitale e la prevenzione delle frodi. L’azienda ha dichiarato che il traffico generato dagli agenti è cresciuto di oltre il 750% nel primo semestre del 2026.
Molti clienti utilizzano già KYA nelle attuali decisioni di gestione del rischio. L’azienda ha riferito che nel 2025 la sua Digital Identity Network ha analizzato oltre 116 miliardi di transazioni digitali e rilevato 4,9 miliardi di attacchi automatizzati condotti da bot, il 59% in più rispetto all’anno precedente. La visibilità già disponibile sulle interazioni umane e automatizzate fornisce il contesto a cui KYA aggiunge l’attività degli agenti.
Il rilevamento alimenta una valutazione del rischio più ampia
La maggior parte degli agenti personali non si dichiara tale, perciò il rilevamento rappresenta la sfida più immediata. La sola identificazione non consente di stabilire chi rappresenta un agente, se la sua attività è autorizzata, se il suo comportamento è conforme a tale autorizzazione o se l’interazione nel suo complesso appare legittima. KYA è progettato per integrare il rilevamento degli agenti con il contesto relativo a identità, dispositivo, rete, comportamento e relazioni, in tempo reale.
Questo contesto può cambiare nel corso di un singolo percorso digitale, quando il controllo passa da una persona a un agente o viceversa. Mike Woodberry, vicepresidente senior per prodotto e analisi, ha affermato che l’obiettivo è stabilire che cosa sta agendo, chi o che cosa rappresenta, se è autorizzato e che cosa sta cercando di fare. Ogni decisione riguarda quindi uno specifico agente che compie una specifica azione in uno specifico contesto, secondo le politiche di rischio dell’organizzazione.
Come i segnali confluiscono nei flussi di lavoro antifrode
La brochure dell’azienda sull’intelligence agentica descrive l’intelligence relativa a browser, dispositivi, sistemi operativi e reti come un mezzo per riconoscere le firme degli agenti e altri indicatori di attività svolte da agenti. È inoltre possibile profilare le applicazioni integrate in ChatGPT, Claude e piattaforme simili, esaminando caratteristiche del browser, domini, segnali applicativi e altri indicatori per definire il contesto dell’identità digitale. Gli indicatori tecnici e comportamentali aiutano a classificare l’attività come umana, riconducibile a un bot malevolo o a un agente IA.
I Trust Tags possono stabilire relazioni persistenti tra utenti, dispositivi e interazioni con agenti, aiutando le organizzazioni a valutare le attività successive. L’autenticazione fuori banda può contribuire a instaurare relazioni di fiducia tra clienti, agenti e interazioni. Le organizzazioni possono quindi integrare i segnali nei flussi di lavoro esistenti e consentire, autenticare, sottoporre a verifica o rifiutare un’interazione in base al suo contesto e alle proprie politiche di rischio.
All’interno di ThreatMetrix, l’intelligence agentica combina l’identità digitale e l’intelligence comportamentale. API, kit di sviluppo software e integrazioni pronte per i flussi di lavoro supportano gli ambienti web, mobili e backend, mentre la distribuzione tramite LexisNexis Dynamic Decision Platform collega questa funzionalità alle indagini forensi, alla gestione dei casi, alla reportistica e all’orchestrazione dei flussi di lavoro.
Applicazioni antifrode e limiti del prodotto
Tra gli ambiti di applicazione figurano il commercio assistito da agenti, l’apertura di account e l’onboarding, i servizi bancari e i pagamenti, l’autenticazione e la gestione degli accessi, nonché il servizio clienti. Gli agenti possono cercare o acquistare prodotti, partecipare alle procedure di registrazione, accedere agli account, programmare resi o gestire account. Il sistema è inoltre progettato per valutare se un agente disponga di un’autorità legittima durante l’accesso e la verifica dell’account.
LexisNexis avverte che gli agenti autonomi potrebbero aumentare la portata e la sofisticazione delle frodi tramite pagamenti push autorizzati e degli attacchi di acquisizione illecita degli account; gli agenti malevoli potrebbero imparare dai successi e dagli insuccessi per adattare gli attacchi successivi. Grayson Clarke, direttore commerciale, ha dichiarato che un istituto finanziario globale ha utilizzato le capacità di rilevamento dell’azienda per individuare attività agentiche e contribuire a impedire che venissero eseguite transazioni sensibili.
Le capacità attuali si concentrano sul rilevamento, sul contesto e sulle decisioni nei flussi di lavoro. I materiali indicano come sviluppi futuri un’identità e un’autorizzazione degli agenti più sofisticate, oltre alle interazioni tra agenti, senza impegnarsi a renderle disponibili. I risultati variano in funzione dell’implementazione, della disponibilità dei dati, delle caratteristiche delle transazioni e dell’utilizzo da parte dei clienti; nessuna soluzione può identificare, classificare, autenticare o rilevare ogni utente, dispositivo, bot o agente IA in ogni circostanza.
Per i team antifrode, il cambiamento concreto consiste nel considerare il coinvolgimento di un agente come un ulteriore elemento di una decisione già consolidata, calibrando le risposte in base al cliente, all’autorità e all’azione in questione. Resta da capire se questo approccio contestuale continuerà a essere efficace con l’evoluzione degli agenti, degli standard e delle interazioni tra agenti, soprattutto mentre le funzionalità più avanzate di identità e autorizzazione sono ancora sviluppi futuri.












