Robotica e IA fisica
Kajima avvia la diffusione su larga scala di robot dotati del sistema di autonomia di FieldAI

Kajima ha annunciato il 5 novembre 2026 di aver avviato la diffusione su larga scala nei cantieri di robot che utilizzano il software di autonomia basato sull’IA fisica di FieldAI. A oggi sono state completate più di 2.000 missioni autonome e, nell’arco di circa un anno, i robot sono stati impiegati in oltre 10 siti in Giappone nell’ambito di un accordo aziendale.
Le missioni hanno coinvolto diversi tipi di robot, attività e siti, e i robot sono impiegati continuativamente in progetti in corso, dove le strutture e la disposizione di materiali e attrezzature cambiano ogni giorno. I risultati operativi ottenuti portano l’iniziativa oltre la fase delle dimostrazioni limitate. Kajima e FieldAI collaborano dal 2023, perfezionando la tecnologia in cantieri reali; nel 2025, la stipula di un accordo di servizio a livello aziendale ha trasformato il lavoro, che riguardava singoli progetti, in una diffusione su larga scala.
Kajima sta ricorrendo a questa diffusione per ridurre il carico delle attività ordinarie di gestione dei cantieri, mentre affronta la carenza di manodopera nel settore edile. Il lavoro degli ingegneri comprende sopralluoghi, documentazione fotografica e scansioni 3D, oltre alle valutazioni tecniche necessarie per gestire sicurezza, qualità e tempi. Affidare ai robot parte delle attività ordinarie mira a consentire agli ingegneri di dedicare più tempo alle valutazioni complesse e alla gestione della sicurezza.
Un’unità di autonomia per uso generale
Il sistema si basa su un’unità di autonomia installabile su diversi robot. Le telecamere rilevano l’ambiente circostante, inclusi gli ostacoli e le aree interdette, mentre il LiDAR utilizza la luce laser riflessa per misurare distanze e forme e raccogliere dati sotto forma di nuvole di punti per la mappatura. Un dispositivo di IA edge elabora a bordo, anziché nel cloud, le immagini e i dati delle nuvole di punti; secondo Kajima, determina in tempo reale una direzione di marcia sicura.
L’elaborazione locale consente il funzionamento autonomo al chiuso, in luoghi sotterranei dove il posizionamento satellitare non è disponibile e in aree in cui è difficile comunicare con l’esterno. Il software installato a bordo utilizza i Field Foundation Models di FieldAI, che, secondo Kajima, combinano apprendimento basato sui dati, ragionamento basato sulla fisica e quantificazione dell’incertezza, permettendo al sistema di affrontare situazioni mai apprese in precedenza e ambienti mutevoli continuando a operare in sicurezza. A differenza delle tecnologie convenzionali di controllo dei robot, che richiedono una personalizzazione per i singoli siti, il software è progettato per fungere da livello di autonomia per uso generale, compatibile con diversi robot e attività.
I giri di ispezione autonomi creano registrazioni del cantiere
Al primo avvio, un robot esplora autonomamente un’area sconosciuta e genera una mappa tridimensionale. Nei giri successivi evita gli ostacoli, scatta fotografie, acquisisce misurazioni sotto forma di nuvole di punti e aggiorna la mappa al variare delle condizioni. Al termine del lavoro, torna alla stazione di ricarica e carica i dati raccolti, che vengono organizzati automaticamente e resi disponibili sul web.
Gli utenti possono anche selezionare una destinazione da un tablet o da un PC: il robot la raggiunge autonomamente e permette di visualizzare video in tempo reale da quel luogo. Per monitorare l’avanzamento dei lavori, i giri autonomi raccolgono fotografie a 360 gradi e dati a colori ad alta risoluzione sotto forma di nuvole di punti. Le registrazioni risultanti possono essere utilizzate per determinare lo stato e le dimensioni delle opere, semplificando le verifiche dell’avanzamento e fornendo ai gruppi di lavoro una documentazione digitale periodica delle condizioni dell’intero cantiere.
Pattugliamenti di sicurezza e risposta alle emergenze
I pattugliamenti di sicurezza possono svolgersi nei giorni non lavorativi, a tarda notte o nelle prime ore del mattino. Quando rileva un’anomalia, il robot lampeggia con LED ad alta intensità ed emette un avviso sonoro, mentre il personale responsabile può visualizzare in tempo reale il video acquisito. Secondo Kajima, ciò consente di rilevare prima le anomalie e di avviare rapidamente una prima risposta.
Per gli interventi successivi a terremoti, forti piogge e altre emergenze, Kajima ha dichiarato che i robot possono entrare nei siti prima che ne sia stata confermata la sicurezza e raccogliere fotografie, dati delle nuvole di punti e video in diretta al posto delle persone. Ciò mira ad accelerare la risposta iniziale senza inviare il personale in aree che non sono ancora state valutate.
Kajima intende ampliare progressivamente il numero di cantieri e applicazioni e applicare il software di autonomia ad altre tecnologie in fase di sviluppo. L’obiettivo dichiarato è estendere l’autonomia a macchinari diversi e migliorare sicurezza e produttività, mentre personale e macchine condividono il lavoro in cantiere.
Questa diffusione definisce una divisione pratica del lavoro: i sistemi autonomi acquisiscono e organizzano ripetutamente le informazioni del cantiere, mentre gli ingegneri si concentrano sulle valutazioni tecniche, sulla sicurezza, sulla qualità e sui tempi. L’espansione prevista ad altri macchinari pone la questione centrale di quanto ampiamente un unico livello di autonomia condiviso possa sostenere questo modello nelle attività edilizie di Kajima.












