Modelli e piattaforme di IA
Squadra internazionale compie un grande passo avanti nella tecnologia dei veicoli autonomi
I veicoli autonomi sono pronti a rivoluzionare il trasporto, ma la loro implementazione efficace dipende dalla capacità di riconoscere e rispondere con precisione alle minacce esterne. Dall’elaborazione dei segnali e dall’analisi delle immagini agli algoritmi di apprendimento profondo integrati con l’infrastruttura IoT, una gamma di tecnologie deve essere utilizzata affinché le auto autonome possano garantire un’operazione sicura su terreni vari. Per garantire che la sicurezza dei passeggeri non sia compromessa mentre queste auto all’avanguardia diventano più diffuse, sono necessari metodi robusti che possano rilevare rapidamente e in modo affidabile le potenziali minacce.
I veicoli autonomi si affidano a sensori avanzati come LiDAR, radar e telecamere RGB per generare grandi quantità di informazioni per identificare correttamente i pedoni, gli altri conducenti e le potenziali minacce. L’integrazione di capacità di calcolo avanzate e Internet delle cose (IoT) in queste auto automatizzate consente di elaborare rapidamente questi dati sul posto per navigare in modo più efficiente in diverse aree e oggetti. Ciò consente al veicolo autonomo di prendere decisioni rapide con un’accuratezza molto più alta rispetto ai conducenti umani tradizionali.
Un grande passo avanti nella tecnologia di guida autonoma
La ricerca innovativa condotta dal professor Gwanggil Jeon dell’Università Nazionale di Incheon, Corea, e dal suo team internazionale segna un grande passo avanti nella tecnologia di guida autonoma. Il sistema intelligente IoT-enabled end-to-end che hanno sviluppato consente la rilevazione di oggetti 3D in tempo reale utilizzando l’apprendimento profondo, rendendolo più affidabile e efficiente che mai. Può rilevare un numero maggiore di oggetti con maggiore accuratezza, anche in ambienti impegnativi come la luce bassa o le condizioni meteorologiche insolite, qualcosa che altri sistemi non possono fare. Queste capacità consentono una navigazione più sicura intorno a vari scenari di traffico, alzando l’asticella per i sistemi di guida autonoma e contribuendo a migliorare la sicurezza stradale in tutto il mondo.
La ricerca è stata pubblicata sulla rivista IEEE Transactions of Intelligent Transport Systems.
“Per i veicoli autonomi, la percezione dell’ambiente è fondamentale per rispondere a una domanda fondamentale, ‘Cosa c’è intorno a me?’ È essenziale che un veicolo autonomo possa comprendere efficacemente e con precisione le condizioni e gli ambienti circostanti per eseguire un’azione di risposta”, spiega il professor Jeon. “Abbiamo progettato un modello di rilevamento basato su YOLOv3, un algoritmo di identificazione ben noto. Il modello è stato utilizzato inizialmente per la rilevazione di oggetti 2D e successivamente modificato per oggetti 3D”, continua.
Basare il modello su YOLOv3
Il team ha alimentato le immagini RGB raccolte e i dati del punto cloud a YOLOv3, che ha quindi generato etichette di classificazione e caselle delimitanti con punteggi di confidenza. Le sue prestazioni sono state testate con il set di dati Lyft e i risultati hanno dimostrato che YOLOv3 ha raggiunto un’accuratezza di rilevamento estremamente alta (>96%) per oggetti 2D e 3D. Il modello ha superato vari modelli di rilevamento all’avanguardia.
Questo metodo appena sviluppato potrebbe essere utilizzato per veicoli autonomi, parcheggio autonomo, consegna autonoma e futuri robot autonomi. Potrebbe anche essere utilizzato in applicazioni in cui è richiesta la rilevazione di oggetti e ostacoli, la tracciabilità e la localizzazione visiva.
“Al momento, la guida autonoma viene eseguita attraverso l’elaborazione delle immagini basata su LiDAR, ma si prevede che una telecamera generica sostituirà il ruolo di LiDAR nel futuro. Di conseguenza, la tecnologia utilizzata nei veicoli autonomi sta cambiando ogni momento e noi siamo all’avanguardia”, afferma il professor Jeon. “Sulla base dello sviluppo delle tecnologie di base, i veicoli autonomi con una sicurezza migliorata dovrebbero essere disponibili nei prossimi 5-10 anni”.












