Modelli e piattaforme di IA
Google mostra come prototipare app da schizzi in Gemini Canvas

Il 5 novembre 2026, Google ha pubblicato una dimostrazione di Gemini che mostra come una fotografia di uno schizzo su carta possa diventare un’app interattiva in Canvas. La dimostrazione illustra il caricamento dell’immagine, la generazione del codice, la verifica del risultato e il suo perfezionamento tramite una conversazione.
Si può partire dal modello di un’app, da un tracker delle abitudini o da un tabellone di gioco. Dopo aver caricato l’immagine, l’utente seleziona Canvas e chiede a Gemini di scrivere il codice dell’app. Nella dimostrazione, Gemini interpreta l’immagine e scrive il codice. È possibile provare lo strumento ottenuto in una finestra di anteprima e poi chiedere modifiche in tempo reale a colori, caratteri o funzionalità.
Canvas esisteva già prima della dimostrazione. Google lo ha presentato il 18 marzo 2025 come spazio interattivo per documenti e codice, con supporto alla generazione e all’anteprima di HTML/React e di altri prototipi di app web. L’esempio dello schizzo sfrutta questo ambiente di prototipazione già esistente, partendo da un’immagine caricata.
Modifica e verifica dell’app generata
La documentazione di Canvas per computer desktop di Google descrive i controlli disponibili, oltre a quanto mostrato nella breve dimostrazione. Per usare Canvas occorre aver effettuato l’accesso a Gemini Apps; nel prompt iniziale si possono includere un’immagine o dei file. Le modifiche possono essere richieste tramite una conversazione oppure apportate intervenendo direttamente sul codice; vengono salvate automaticamente.
Su computer desktop, la vista Codice apre il codice generato per consentirne la modifica diretta. Mostra console visualizza gli errori e i registri dell’anteprima, mentre una vista delle modifiche recenti permette di esaminare le revisioni del codice. Seleziona e chiedi consente all’utente di scegliere una sezione e descrivere la modifica desiderata, così da formulare una richiesta mirata insieme a istruzioni più generali nella chat.
Anche le istruzioni per dispositivi mobili descrivono i controlli Anteprima e Mostra console. Gli utenti Android possono aggiungere alla schermata Home una scorciatoia per un’app Canvas. Gli utenti che hanno effettuato l’accesso e hanno almeno 18 anni possono selezionare Aggiungi funzionalità Gemini per integrare la generazione di testo o immagini basata su Gemini, quindi continuare a chiedere modifiche nella chat.
Disponibilità e condivisione pubblica
Canvas è disponibile per tutti gli utenti Gemini nei paesi e nelle lingue in cui è disponibile l’app Gemini. I progetti restano accessibili nell’app per dispositivi mobili, anche se i controlli per lo stile del testo e la formattazione sono disponibili solo nell’app web per computer desktop. Per gli abbonati a Google AI Pro e Google AI Ultra, la pagina del prodotto Canvas di Google indica l’accesso con Gemini 3 e una finestra di contesto da 1 milione di token per i progetti più complessi.
La condivisione estende il flusso di lavoro oltre l’anteprima personale dell’autore. Le app Canvas possono essere condivise tramite un link pubblico; è possibile condividere i dati dell’app tra utenti e salvarli tra sessioni e dispositivi. Chiunque disponga del link pubblico può visualizzare e modificare i dati associati all’app: il link, quindi, non è solo un mezzo di distribuzione, ma anche una scelta che determina chi può accedervi.
I link Canvas condivisi si aprono solo sul web, non nell’app Gemini per dispositivi mobili. I destinatari possono copiare una Canvas condivisa e continuare a modificarla autonomamente, ma questa funzione non è disponibile per gli utenti di età inferiore a 18 anni. Se l’impostazione Conserva attività del destinatario è attiva, i contenuti Canvas condivisi che ha aperto vengono salvati nelle Attività delle app Gemini.
La dimostrazione accorcia il percorso per arrivare a una prima versione. Il lavoro successivo si svolge nell’anteprima, nella cronologia del codice, nella console e nei controlli di condivisione: occorre verificare il comportamento generato e decidere chi riceverà un link che consente di modificare i dati dell’app. Uno schizzo può avviare il prototipo, ma un uso più ampio dipende da queste decisioni meno visibili, relative alla verifica e all’accesso.












