Regolamentazione
Il nuovo codice di condotta dell’UE per l’AI è pronto per impattare sulla regolamentazione

La Commissione europea ha recentemente introdotto un Codice di condotta che potrebbe cambiare il modo in cui le aziende di intelligenza artificiale operano. Non si tratta solo di un altro insieme di linee guida, ma piuttosto di un completo ripensamento della vigilanza sull’AI che nemmeno i più grandi player possono ignorare.
Cosa lo rende diverso? Per la prima volta, stiamo vedendo regole concrete che potrebbero costringere aziende come OpenAI e Google (GOOGL ) ad aprire i loro modelli per test esterni, un cambiamento fondamentale nel modo in cui i sistemi di intelligenza artificiale potrebbero essere sviluppati e distribuiti in Europa.
I nuovi protagonisti della vigilanza sull’AI
La Commissione europea ha creato un quadro che si concentra specificamente su ciò che definiscono “sistemi di intelligenza artificiale a rischio sistemico”. Stiamo parlando di modelli addestrati con più di 10^25 FLOPs di potenza computazionale – una soglia che GPT-4 ha già superato.
Le aziende dovranno segnalare i loro piani di addestramento dell’AI due settimane prima di iniziare.
Al centro di questo nuovo sistema ci sono due documenti chiave: il Framework di sicurezza e sicurezza (SSF) e il Rapporto di sicurezza e sicurezza (SSR). L’SSF è una roadmap completa per la gestione dei rischi dell’AI, che copre tutto dall’identificazione iniziale dei rischi alle misure di sicurezza continue. Nel frattempo, l’SSR serve come strumento di documentazione dettagliata per ogni modello individuale.
Test esterni per modelli di intelligenza artificiale ad alto rischio
La Commissione sta chiedendo test esterni per modelli di intelligenza artificiale ad alto rischio. Non si tratta del solito controllo di qualità interno – esperti indipendenti e l’Ufficio AI dell’UE stanno esaminando questi sistemi.
Le implicazioni sono grandi. Se sei OpenAI o Google, improvvisamente devi far esaminare i tuoi sistemi da esperti esterni. Il progetto esige esplicitamente che le aziende “garantiscano test di esperti indipendenti sufficienti prima della distribuzione”. È un grande cambiamento rispetto all’attuale approccio di autoregolamentazione.
Sorge la domanda: chi è qualificato per testare questi sistemi estremamente complessi? L’Ufficio AI dell’UE sta entrando in un territorio mai esplorato prima. Avranno bisogno di esperti che possano comprendere e valutare la nuova tecnologia di intelligenza artificiale, mantenendo al tempo stesso la massima riservatezza su ciò che scoprono.
Questo requisito di test esterni potrebbe diventare obbligatorio in tutta l’UE attraverso un atto di esecuzione della Commissione. Le aziende possono cercare di dimostrare la conformità attraverso “mezzi alternativi adeguati”, ma nessuno sa esattamente cosa significhi nella pratica.
La protezione del diritto d’autore diventa seria
L’UE sta anche diventando seria sulla protezione del diritto d’autore. Stanno costringendo i fornitori di AI a creare politiche chiare su come gestiscono la proprietà intellettuale.
La Commissione sta sostenendo lo standard robots.txt – un file semplice che dice ai web crawler dove possono e non possono andare. Se un sito web dice “no” attraverso robots.txt, le aziende di AI non possono semplicemente ignorarlo e addestrare comunque il modello su quel contenuto. I motori di ricerca non possono penalizzare i siti per l’uso di queste esclusioni. È una mossa che mette i creatori di contenuti di nuovo al timone.
Le aziende di AI dovranno anche evitare attivamente i siti di pirateria quando raccolgono dati di addestramento. L’UE sta addirittura indicando loro la loro “Lista di controllo per la contraffazione e la pirateria” come punto di partenza.
Cosa significa per il futuro
L’UE sta creando un intero nuovo campo di gioco per lo sviluppo dell’AI. Questi requisiti influenzeranno tutto, dal modo in cui le aziende pianificano i loro progetti di AI al modo in cui raccolgono i dati di addestramento.
Ogni grande azienda di AI si trova di fronte a una scelta. Devono:
- Aprire i loro modelli per test esterni
- Trovare cosa significhino quei misteriosi “mezzi alternativi” di conformità
- O potenzialmente limitare le loro operazioni nel mercato dell’UE
La tempistica qui è importante. Non si tratta di una regolamentazione futura – la Commissione sta muovendosi velocemente. Sono riusciti a coinvolgere circa 1.000 stakeholder divisi in quattro gruppi di lavoro, tutti impegnati a definire i dettagli di come funzionerà.
Per le aziende che costruiscono sistemi di AI, i giorni del “muoversi velocemente e pensare alle regole dopo” potrebbero essere finiti. Dovranno iniziare a pensare a questi requisiti adesso, non quando diventeranno obbligatori. Ciò significa:
- Pianificare audit esterni nel loro cronogramma di sviluppo
- Creare sistemi di conformità robusti per il diritto d’autore
- Costruire framework di documentazione che corrispondono ai requisiti dell’UE
L’impatto reale di queste regolamentazioni si svilupperà nei prossimi mesi. Mentre alcune aziende potrebbero cercare soluzioni alternative, altre integreranno questi requisiti nei loro processi di sviluppo. Il quadro dell’UE potrebbe influenzare il modo in cui lo sviluppo dell’AI avviene a livello globale, specialmente se altre regioni seguiranno con misure di vigilanza simili. Mentre queste regole passano dalla bozza all’attuazione, l’industria dell’AI affronta il suo più grande cambiamento regolamentare fino ad ora.












