Finanziamenti
Scalekit raccoglie 5,5 milioni di dollari per garantire il futuro dell’autenticazione degli agenti AI

Per anni, i sistemi di identità e accesso sono stati costruiti sull’assunzione che gli esseri umani sarebbero stati gli unici a interagire con le applicazioni. Un utente avrebbe digitato una password, completato l’autenticazione a più fattori e si sarebbe disconnesso manualmente quando la sua sessione si è conclusa. Quel modello funzionava bene nell’era dei web e delle app mobili, ma le regole stanno cambiando rapidamente. L’aumento degli agenti AI—entità software che possono interagire in modo indipendente con le applicazioni aziendali, le API e l’intero flusso di lavoro—significa che l’autenticazione deve adattarsi. Questi agenti possono apparire, completare un compito in pochi secondi e scomparire senza mai toccare un browser.
Questo cambiamento è esattamente ciò che Scalekit sta affrontando. Fondata dal team dietro la piattaforma di autenticazione originale di Freshworks, l’azienda si concentra sulla costruzione del livello di infrastruttura mancante per le identità degli agenti. Oggi, Scalekit ha annunciato la chiusura di un round di finanziamento di 5,5 milioni di dollari, guidato da Together Fund e Z47 con la partecipazione di angeli investitori e operatori esperti. Il finanziamento consente il lancio dello stack di autenticazione di Scalekit progettato specificamente per le app native AI, dove gli utenti principali non sono persone, ma agenti.
Perché gli stack di identità esistenti non sono sufficienti
I sistemi di identità tradizionali stanno mostrando la loro età. La maggior parte delle piattaforme si aspetta ancora che un essere umano si connetta, rimanga attivo per un periodo e poi si disconnetta. Quando vengono introdotti gli agenti AI, quell’assunzione crolla. Gli agenti vengono spesso assegnati con più autorizzazioni di quelle che dovrebbero avere, o gli sviluppatori creano soluzioni custom fragili per farli funzionare. Ciò non è solo inefficiente, è anche pericoloso.
Gartner prevede che entro il 2028, il 25% delle violazioni aziendali provenga da agenti AI compromessi. La superficie di attacco si sta espandendo, ma l’infrastruttura di protezione non ha tenuto il passo. Gli sviluppatori hanno bisogno di un’autenticazione che comprenda la natura effimera degli agenti, applichi una precisa autorizzazione e tenga traccia dell’attività attraverso le interazioni tra macchine.
Scalekit affronta questo gap con un toolkit drop-in che verifica l’identità dell’agente, applica un’autorizzazione precisa e si integra senza problemi con i server del Model Context Protocol (MCP). La piattaforma fornisce:
- Autenticazione OAuth 2.1 per i server MCP, consegnata in pochi minuti
- Vault di token criptati per archiviare e gestire le credenziali degli agenti
- Strati di strumenti sicuri in modo che gli agenti possano agire in Gmail, Slack, HubSpot , Notion e altro senza esporre token grezzi
Questo approccio elimina la necessità per i team di reinventare i propri sistemi di autenticazione, riducendo drasticamente i rischi di sicurezza legati ai flussi di lavoro degli agenti.
Centrato sullo sviluppatore e modulare
Una delle principali differenze di Scalekit è il suo design centrato sullo sviluppatore. Invece di spingere una migrazione tout court, l’azienda offre moduli che possono essere aggiunti secondo necessità. I team possono iniziare con piccoli passi—implementando ad esempio l’accesso senza password o l’autenticazione a due fattori OTP—andare poi ad espandersi in funzionalità specifiche per gli agenti come il consenso delegato o l’approvazione a più livelli.
Questa modularità riflette il modo in cui gli sviluppatori vogliono lavorare oggi. Mantenendo l’integrazione leggera, Scalekit consente alle startup e alle aziende di muoversi rapidamente senza la frizione di un’overhaul della piattaforma. Come spiega il co-fondatore e CTO Ravi Madabhushi, “le identità degli agenti vivono nel codice, non nelle directory degli utenti.” Scalekit è costruito con quella realtà in mente.
L’impatto si sta già vedendo sul mercato. Aziende come Fello, Sifthub, Napkin, Unstract, Hubbl e Aerchain si affidano a Scalekit per accelerare i loro tempi di lancio sul mercato. Invece di spendere mesi a costruire sistemi di autenticazione, possono spedire funzionalità native AI sicure in poche settimane. Ad esempio, Fello ha integrato il modulo senza password di Scalekit senza dover riarchitettare la sua app, mentre Sifthub ha evitato mesi di complessità sfruttando i flussi di lavoro agente pronti all’uso di Scalekit.
La visione più ampia: l’identità in un mondo guidato dagli agenti
L’ascesa degli agenti AI rappresenta più di una nuova tendenza software—segna un cambiamento fondamentale nel modo in cui il lavoro viene svolto. Proprio come il cloud computing ha richiesto nuovi modelli per l’infrastruttura, la diffusione di agenti autonomi e semi-autonomi richiederà nuovi approcci all’identità, alla sicurezza e alla governance.
Mentre gli agenti AI crescono, l’identità passa da un’infrastruttura nascosta a uno strato critico che definisce sia la possibilità che la protezione. Senza sistemi robusti per verificare chi o cosa sia un agente, le aziende rischiano di esporre dati sensibili e di perdere il controllo sui flussi di lavoro critici. La sfida non è solo prevenire le violazioni, ma anche consentire agli agenti di collaborare, negoziare e eseguire compiti in modo sicuro all’interno di ecosistemi complessi.
Nel prossimo futuro, gli stack di identità dovranno supportare:
- Credenziali effimere che scadono entro secondi o minuti
- Modelli di consenso granulari in cui gli esseri umani delegano azioni specifiche agli agenti
- Log audibili che tracciano ogni azione dell’agente per la conformità e la supervisione
- Interoperabilità cross-platform, che consente agli agenti di operare in modo sicuro attraverso centinaia di app e servizi
Ciò non riguarda solo la sicurezza, ma anche la governance e la responsabilità in un’economia in cui gli agenti agiscono accanto agli esseri umani. L’emergere di aziende come Scalekit suggerisce come l’autenticazione potrebbe evolversi: leggera, modulare e costruita con gli agenti come cittadini di prima classe.
Mentre le aziende abbracciano gli agenti AI, la domanda non sarà se i sistemi di identità possano gestirli, ma quanto velocemente le aziende adatteranno i loro flussi di lavoro per fidarsi e dipendere da essi. L’autenticazione, un tempo vista come un’utility in background, potrebbe diventare uno degli elementi abilitanti definitivi dell’azienda guidata dall’AI—and aziende come Scalekit stanno costruendo le fondamenta di quel cambiamento.












