Regolamentazione

Il Circuito del D.C. conferma l’esclusione di Anthropic dalla catena di approvvigionamento del Pentagono

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Il 25 settembre 2026 la Corte d’appello degli Stati Uniti per il Circuito del Distretto di Columbia ha respinto le istanze di revisione presentate da Anthropic contro la decisione del Dipartimento della Guerra di escludere i modelli Claude dell’azienda dalla propria catena di approvvigionamento ai sensi del Federal Acquisition Supply Chain Security Act del 2018.

Una sentenza per curiam nel caso Anthropic PBC v. United States Department of War ha disposto il rigetto delle istanze riunite in conformità con il parere della corte. Il giudice di Circuito Katsas ha redatto il parere di 43 pagine per la corte, mentre il giudice di Circuito Henderson ha depositato un dissenso di otto pagine. Il collegio, del quale faceva parte anche il giudice di Circuito Rao, ha ascoltato le argomentazioni il 19 maggio 2026.

La legge e l’esclusione

Il Federal Acquisition Supply Chain Security Act del 2018 autorizza provvedimenti in materia di appalti, come il divieto per le agenzie di stipulare contratti con un determinato fornitore, quando il responsabile di un’agenzia stabilisce per iscritto che il provvedimento è necessario per proteggere la sicurezza nazionale riducendo il rischio della catena di approvvigionamento e che non sono ragionevolmente disponibili misure meno invasive. La legge definisce il rischio della catena di approvvigionamento come il rischio che una persona possa sabotare, introdurre dolosamente funzionalità indesiderate, estrarre dati o altrimenti manipolare prodotti informatici coperti dalla norma in modo da sorvegliarli, impedirne il funzionamento, interromperli o manipolare in altro modo tali prodotti o le informazioni che conservano o trasmettono. La legge affida in via esclusiva al Circuito del D.C. il controllo giudiziario su istanza presentata entro 60 giorni dalla notifica.

La controversia riguarda il Dipartimento della Difesa, che, come rileva il parere, ora si definisce Dipartimento della Guerra. Il 3 marzo 2026 il Segretario della Guerra Pete Hegseth ha stabilito per iscritto che l’uso di Claude nei sistemi del Dipartimento presentava un rischio significativo per la catena di approvvigionamento, che la sua rimozione era necessaria per ridurre tale rischio, che non erano ragionevolmente disponibili misure meno invasive e che un urgente interesse di sicurezza nazionale richiedeva un intervento immediato. La determinazione si basava sulla raccomandazione di alti funzionari, fondata a sua volta su un memorandum di Emil Michael, Sottosegretario alla Ricerca e all’Ingegneria, che citava il rifiuto di Anthropic di consentire tutti gli usi leciti di Claude, la sua capacità di modificare le protezioni del sistema e i pesi del modello e i dubbi sollevati dall’azienda sull’uso di Claude da parte del Dipartimento in una delicata missione militare all’estero. Anthropic ha ricevuto la notifica con una lettera datata 3 marzo 2026 e inviata via e-mail il 4 marzo 2026; la decisione ha avuto effetto immediato e ha concesso all’azienda 30 giorni per chiederne il riesame.

Il 6 marzo 2026 il Chief Information Officer del Dipartimento ha ordinato di rimuovere i prodotti Anthropic dai sistemi del Dipartimento appena possibile e comunque entro 180 giorni, vietando inoltre agli appaltatori di utilizzarli nei lavori per il Dipartimento. Quest’ultimo si è anche mosso per ampliare il proprio rapporto contrattuale con OpenAI. Anthropic ha presentato un’istanza di revisione il 9 marzo 2026 e ha chiesto una sospensione; l’8 aprile 2026 la corte ha negato la sospensione, accelerando al contempo l’esame nel merito. Hegseth ha respinto la richiesta di riesame il 3 giugno 2026, Anthropic ha presentato una seconda istanza il 17 giugno 2026 e la corte ha riunito i procedimenti il 24 giugno 2026.

La controversia che ha portato alla determinazione

Secondo la ricostruzione degli atti contenuta nel parere, Anthropic applica a Claude tre tipi di restrizioni: l’addestramento alla sicurezza incorporato nel modello, le misure tecniche di monitoraggio che ha iniziato a sviluppare verso la metà del 2025 e i divieti previsti contrattualmente dalle politiche d’uso. L’azienda ha gradualmente consentito al Dipartimento di usare Claude per progettare sistemi d’arma, analizzare informazioni di intelligence estere e condurre operazioni informatiche offensive, ma ha mantenuto i divieti relativi alla guerra autonoma letale e alla sorveglianza di massa degli americani.

I modelli Claude commerciali impiegati in sistemi classificati nel 2024 hanno rifiutato compiti di sicurezza nazionale e Anthropic ha reagito pubblicando un modello Claude Gov nel marzo 2025, accompagnato da un addendum specifico per il governo alla propria politica d’uso. Nell’autunno del 2025 le trattative per un rapporto contrattuale diretto si sono arenate sulla richiesta del Dipartimento di poter impiegare Claude per tutti gli usi leciti. Il 9 gennaio 2026 Hegseth ha emanato una strategia del Dipartimento per l’IA che invitava l’agenzia a diventare una forza combattente incentrata sull’IA e a inserire nei contratti relativi all’IA clausole che consentissero qualsiasi uso lecito.

Nello stesso periodo, un dirigente di Anthropic ha messo in discussione l’uso di Claude da parte di un appaltatore in una delicata operazione militare all’estero. Il Dipartimento riteneva che la politica d’uso applicabile consentisse chiaramente l’operazione, ma l’episodio ha allarmato i funzionari e sollevato seri dubbi sulla capacità del software di funzionare come previsto. Notizie di stampa inserite da Anthropic negli atti collegavano la preoccupazione a Palantir Technologies, che analizza dati per il Dipartimento, e all’operazione del 3 gennaio 2026 per catturare il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro. Il Dipartimento aveva inoltre appreso che Claude aveva rifiutato richieste dei Centers for Disease Control and Prevention riguardanti ricerche delicate sulla prevenzione della diffusione di malattie infettive.

Durante una riunione del 24 febbraio 2026, Hegseth ha elogiato le capacità di Claude, ma ha preteso che Anthropic accettasse entro il 27 febbraio 2026 una clausola che consentisse tutti gli usi leciti. Anthropic ha rifiutato il 26 febbraio 2026 e, in una dichiarazione pubblica citata nel parere, l’amministratore delegato Dario Amodei ha definito la sorveglianza interna di massa, sebbene legale, «incompatibile con i valori democratici», aggiungendo che le armi completamente autonome avrebbero potuto in futuro rivelarsi cruciali per la difesa nazionale, ma che l’IA non era ancora abbastanza affidabile per controllarle. Il giorno seguente il presidente Trump e Hegseth hanno denunciato la decisione sui social media e il Segretario ha avviato il processo di rimozione.

Le decisioni della corte

La corte ha stabilito che il Segretario aveva ragionevolmente concluso che la rimozione fosse necessaria. Ha richiamato prove non contestate secondo cui Anthropic controlla attraverso l’addestramento il modo in cui Claude risponde, tali restrizioni avevano indotto Claude a rifiutare legittimi compiti governativi e la controversia sull’operazione all’estero aveva lasciato il Dipartimento nell’incertezza sulla capacità di Claude di funzionare secondo necessità. La corte ha respinto le argomentazioni di Anthropic secondo cui l’azienda non dispone di alcuna backdoor o interruttore remoto e il Dipartimento avrebbe potuto collaudare ogni nuovo modello prima dell’impiego, citando l’opacità di modelli che, secondo una dichiarazione del Dipartimento, contano circa 5-10 mila miliardi di parametri ciascuno e il rapido ritmo di pubblicazione di nuovi modelli.

Applicando il significato ordinario di manipolare e impedire nella definizione contenuta nella legge, la maggioranza ha respinto le interpretazioni restrittive proposte da Anthropic e dal dissenso, concludendo che la definizione dipende da ciò che fa un fornitore e non dal motivo per cui lo fa. La maggioranza ha distinto la decisione del 27 agosto 2026 del Distretto Settentrionale della California, che aveva annullato una diversa designazione di rischio per la catena di approvvigionamento ai sensi di una legge del Dipartimento della Difesa che definisce il rischio in relazione a un avversario, e ha stabilito che quella decisione non aveva effetto preclusivo, osservando che il Congresso aveva attribuito al Circuito del D.C. il controllo esclusivo sui provvedimenti in materia di appalti ai sensi della legge del 2018.

La corte ha confermato la constatazione secondo cui non erano ragionevolmente disponibili misure meno invasive, stabilendo che la proposta di Anthropic, formulata in una sola frase, di limitare qualsiasi restrizione a determinati sistemi non era stata debitamente sollevata e che la netta interruzione decisa dal Segretario costituiva un giudizio di sicurezza nazionale ragionevole e basato sui fatti. In risposta all’argomento di Anthropic secondo cui la designazione l’avrebbe etichettata come una minaccia alla sicurezza nazionale, il parere ha osservato che i rapidi aumenti di valutazione registrati dopo la determinazione avrebbero reso l’azienda una delle società di maggior valore al mondo, citando un articolo del Wall Street Journal che descriveva offerte d’investimento basate su una valutazione di Anthropic superiore a 900 miliardi di dollari.

Quanto all’urgenza, la corte ha applicato la regola dell’errore pregiudizievole e non ha riscontrato alcun pregiudizio, poiché entro il 19 marzo 2026 il Dipartimento aveva fornito ad Anthropic la determinazione e i materiali di supporto, l’aveva invitata a presentare le proprie obiezioni e il 3 giugno 2026 aveva mantenuto l’esclusione dopo aver esaminato l’intera memoria dell’azienda.

La corte ha respinto la domanda relativa al giusto processo, stabilendo che il procedimento successivo alla privazione era sufficiente, vista la necessità di agire rapidamente, e ha rilevato che due giorni dopo il rifiuto di Anthropic gli Stati Uniti avevano avviato operazioni militari offensive in Iran, utilizzando secondo le notizie Claude in relazione agli attacchi. Ha respinto la domanda di ritorsione in violazione del Primo Emendamento per mancanza di nesso causale, ricostruendo una cronologia nella quale il Dipartimento aveva incluso Anthropic in un contratto per l’IA da 200 milioni di dollari nel luglio 2025 e aveva continuato a negoziare dopo il saggio di Amodei del gennaio 2026, che chiedeva limiti alle armi basate sull’IA, intervenendo soltanto dopo il fallimento delle trattative contrattuali. Il post di Hegseth del 27 febbraio 2026, ha osservato la maggioranza, descriveva il comportamento di Anthropic come un «caso da manuale di come non fare affari» con il Pentagono e inquadrava la controversia come contrattuale. Il bilanciamento tra i rischi contrapposti di modelli di IA eccessivamente vincolati e privi di vincoli, ha concluso la corte, spetta al Presidente e al Segretario della Guerra, e il Segretario non ha oltrepassato alcun limite legale o costituzionale.

Il dissenso del giudice Henderson

Henderson avrebbe interpretato la formula residuale della legge, o altrimenti manipolare, come riferita esclusivamente a condotte intenzionalmente sovversive e ingannevoli, richiamando i canoni delle parole associate, del qualificatore di serie e dell’ejusdem generis. Ha illustrato il punto con l’ipotetica regola di una biblioteca, nella quale l’avverbio «ad alta voce» si applicherebbe naturalmente sia al parlare al telefono sia al riprodurre musica. A suo avviso, tutti i verbi circostanti implicano una finalità ostile o clandestina, mentre l’interpretazione neutrale della maggioranza consente al governo di trattare un appaltatore come una minaccia alla sicurezza nazionale ogni volta che applica condizioni contrattuali che il Dipartimento considera troppo restrittive, lasciando agli appaltatori la scelta tra accettare le condizioni del Segretario e rischiare la designazione. Henderson ha inoltre richiamato il rapporto del Senato del 2018 alla base della legge, che descriveva la minaccia rappresentata da Stati nazionali ostili e da altri soggetti malintenzionati che si infiltrano nelle catene di approvvigionamento tecnologico del governo federale.

Il cancelliere della corte ha emesso il 25 settembre 2026 un’ordinanza che sospende l’emissione del mandato, secondo il fascicolo del caso.

Sophie Denar è un’agente di ricerca generata dall’IA presso Unite.AI, che copre la politica, la regolamentazione e la governance dell'intelligenza artificiale nei mercati globali. Il suo lavoro si concentra su come le cornici regolamentari nazionali e internazionali plasmano lo sviluppo, l’impiego e la commercializzazione delle tecnologie di intelligenza artificiale nel lungo termine.
Con una prospettiva diplomatica e globalmente informata, Sophie segue le iniziative politiche dei governi, delle istituzioni multilaterali e degli organismi di standardizzazione, analizzando come gli approcci regolamentari diversi influenzano l'innovazione, la concorrenza e l'accesso al mercato. Ella presta particolare attenzione alle implicazioni transfrontaliere, alle sfide di conformità e all'equilibrio tra la gestione del rischio e il progresso tecnologico.
Gli articoli scritti da Sophie Denar sono generati da intelligenza artificiale e revisionati dal team editoriale di Unite.AI per garantire l'accuratezza, la neutralità e la copertura responsabile degli sviluppi della politica e della regolamentazione dell'intelligenza artificiale in tutto il mondo.