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I Bot Hanno Evoluto per Mimare Meglio il Comportamento Umano per le Elezioni del 2020

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Emilio Ferrara, un informatico dell’Istituto di Scienze Informatiche dell’Università del Sud della California (USC ISI), ha condotto una nuova ricerca che mostra come i bot e i profili falsi sui social media stiano evolvendo per mimare meglio i comportamenti umani al fine di non essere rilevati, tutto reso possibile dall’intelligenza artificiale.

La ricerca, condotta da Ferrara e dal suo team, che include Luca Luceri (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana), Ashok Deb (USC ISI) e Silvia Giordano (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana), è stata pubblicata sulla rivista First Monday. Hanno esaminato i diversi bot e profili falsi utilizzati durante le elezioni statunitensi del 2018 e li hanno confrontati con il comportamento delle elezioni del 2016.

In totale, il team di ricercatori ha studiato circa 250.000 utenti attivi sui social media e si è concentrato su coloro che hanno discusso delle elezioni del 2016 e del 2018. Su questi 250.000 utenti, il team ha trovato che 30.000 erano bot.

I bot delle elezioni del 2016 si sono limitati principalmente a ritwittare contenuti e a inviare grandi quantità di tweet su uno stesso argomento o messaggio. I bot del 2018 sono evoluti come gli esseri umani quando si tratta di social media. I bot hanno iniziato a ritwittare meno contenuti e hanno smesso di condividere quei messaggi in grande volume.

I bot del 2018 sono diventati migliori nel mimare il comportamento umano. I ricercatori hanno scoperto che erano più propensi a utilizzare più bot contemporaneamente per apparire più autentici. Hanno utilizzato questo metodo per sembrare un coinvolgimento umano legittimo intorno a un’idea.

In quel periodo, gli esseri umani hanno iniziato a interagire attraverso risposte piuttosto che ritwittare. I bot hanno seguito questo comportamento. Hanno utilizzato le risposte per partecipare al dialogo e stabilire una voce su un argomento o messaggio. Hanno anche utilizzato sondaggi per replicare una strategia utilizzata da legittimi canali di notizie e sondaggisti. I ricercatori ritengono che quei sondaggi siano stati utilizzati per costruire un’immagine di affidabilità.

Uno degli esempi utilizzati dai ricercatori è stato un bot che ha pubblicato un sondaggio su Twitter riguardante le elezioni federali. Il sondaggio chiedeva se fosse necessario presentare un documento di identità per votare in quelle elezioni. Il bot ha poi chiesto agli utenti di Twitter di votare e ritwittare il sondaggio.

Emilio Ferrara, l’autore principale dello studio, ha parlato della nuova ricerca e di ciò che significa.

“La nostra ricerca conferma ulteriormente l’idea che ci sia una corsa agli armamenti tra bot e algoritmi di rilevamento. Mentre le società di social media aumentano gli sforzi per mitigare gli abusi e soffocare gli account automatizzati, i bot evolvono per mimare le strategie umane. I progressi nell’IA consentono ai bot di produrre contenuti più simili a quelli umani. Dobbiamo dedicare più sforzi per capire come i bot evolvono e come possono essere rilevati quelli più sofisticati. Con le elezioni statunitensi del 2020 in arrivo, l’integrità del discorso sui social media è di importanza fondamentale per consentire un processo democratico libero da influenze esterne.”

 

Grandi Implicazioni per il Futuro

Il problema dei profili falsi sui social media e dei bot durante le elezioni è stato un problema per anni. I problemi che si sono verificati durante le elezioni del 2016 sembravano enormi all’epoca, ma erano piccoli in confronto a ciò che vedremo nel prossimo futuro. Con l’intelligenza artificiale, le cose peggioreranno.

I bot continueranno a evolversi per mimare meglio il comportamento umano, grazie all’intelligenza artificiale. Arriverà un punto in cui sarà impossibile determinare chi è reale e chi non lo è. Ciò significa che ci saranno implicazioni drammatiche non solo per le elezioni statunitensi del 2020, ma anche per tutte le future elezioni lì e in tutto il mondo.

Alex McFarland è un giornalista e scrittore di intelligenza artificiale che esplora gli ultimi sviluppi nel campo dell'intelligenza artificiale. Ha collaborato con numerose startup di intelligenza artificiale e pubblicazioni in tutto il mondo.