Finanziamenti
Diciassette organizzazioni si aggiudicano 36 milioni di dollari dal Google.org Challenge

Il 14 ottobre 2026 Google.org ha annunciato che 17 organizzazioni riceveranno finanziamenti per un totale di 36 milioni di dollari attraverso il Google.org Impact Challenge: AI for Science, un programma aperto a cui candidarsi che sostiene progetti volti ad applicare l’intelligenza artificiale alla ricerca scientifica.
L’annuncio è stato firmato da Maggie Johnson, responsabile globale e vicepresidente di Google.org. Nel post si legge che il challenge ha attirato candidature da 30 paesi, in ambiti quali il clima, la salute e le scienze di base. Johnson ha presentato i finanziamenti nel contesto di quello che ha descritto come un momento di svolta profonda nella scoperta scientifica, in cui l’IA viene applicata a lavori che spaziano dalla ricerca sulle malattie umane alle previsioni ambientali. I beneficiari possono scegliere di partecipare a un Google.org Accelerator di sei mesi, durante il quale riceveranno supporto ingegneristico, tutoraggio tecnico e accesso all’infrastruttura di Google per trasformare le proprie idee in soluzioni su larga scala.
Beneficiari nel settore della salute e delle scienze della vita
Nell’annuncio, Google suddivide i 17 beneficiari in due gruppi: salute e scienze della vita, e resilienza climatica e scienze ambientali; descrive inoltre il progetto di ciascuna organizzazione. Nel gruppo dedicato alla salute e alle scienze della vita, AITHYRA Research Institute, in collaborazione con EPFL, studia come i virus manipolano le cellule e sviluppa una libreria di proteine progettate con l’IA, con l’obiettivo di scoprire terapie per proteine considerate non aggredibili farmacologicamente. Allen Institute progetta sequenze di DNA destinate a raggiungere i tipi di cellule cerebrali più vulnerabili alle malattie neurodegenerative e condivide apertamente ogni modello, sequenza e risultato. Australian National University guida una collaborazione internazionale che punta a porre fine alla chemioterapia basata su tentativi ed errori e a promuovere un’oncologia di precisione equa.
National University of Singapore mappa, su scala di popolazione, il modo in cui le varianti genetiche regolano lo splicing dell’RNA, con l’obiettivo dichiarato di prevedere gli effetti delle malattie. New York University Grossman School of Medicine applica l’IA per rilevare diversi tipi di danni al DNA, con l’intento di individuare cause finora sconosciute delle mutazioni. University of California, Berkeley, ricava ipotesi interpretabili da modelli di IA applicati alla medicina: secondo l’annuncio, questo lavoro trasforma previsioni da «scatola nera» in biomarcatori clinici.
University of Cape Town sta sviluppando una piattaforma basata sull’IA per mappare la variazione genetica nei geni africani che metabolizzano i farmaci; secondo l’annuncio, il progetto mira ad aiutare a orientare le scelte terapeutiche e a migliorare la sicurezza delle cure. University of Pittsburgh utilizza un modello geometrico di IA per confrontare la rigenerazione cardiaca tra specie, allo scopo di individuare interruttori genetici che potrebbero accelerare lo sviluppo di nuove terapie cardiache. University of Toronto mappa lo spazio di progettazione dei farmaci a base di peptidi con un modello di base di IA, per favorire la progettazione di farmaci terapeutici guidata dal computer.
Beneficiari nel settore della resilienza climatica e delle scienze ambientali
Nel gruppo dedicato alla resilienza climatica e alle scienze ambientali, AfriClimate AI Limited decodifica i precursori atmosferici dei sistemi temporaleschi mortali in tutta l’Africa, con l’obiettivo dichiarato di estendere il preavviso delle allerte per le piene improvvise da meno di tre ore a oltre sei ore. Inria Chile Research Center sta sviluppando quello che Google descrive come un modello multimodale di base del mondo oceanico, creato come gemello digitale degli ecosistemi marini della Terra. Massachusetts Institute of Technology addestra agenti di IA a interpretare autonomamente immagini microscopiche sperimentali, per accelerare la scoperta automatizzata di materiali.
Max Planck Institute for Plasma Physics, in collaborazione con TU Eindhoven, applica l’IA basata sui principi della fisica per modellare le condizioni caotiche all’interno dei reattori a fusione; secondo Google, il lavoro colma il divario tra simulazione e realtà nell’ambito dell’energia da fusione pulita. The University of Texas at Austin sviluppa modelli di reti neurali pensati per accelerare la progettazione di reattori a fusione compatti. UC San Diego sta realizzando una pipeline di IA agentica progettata per scoprire leggi interpretabili della fisica del clima a partire dalle osservazioni della Terra, costruire un modello climatico di nuova generazione e determinare dove raccogliere nuove osservazioni oceaniche.
University of Cambridge combina modelli di base della fisica e microscopia per prevedere il degrado dei catodi, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo di batterie agli ioni di sodio durevoli. University of Washington progetta proteine utilizzando il linguaggio naturale per promuovere applicazioni orientate alla sostenibilità, come la degradazione della plastica.
Il bando aperto di febbraio
Il 18 febbraio 2026 Google.org ha lanciato il challenge, descrivendolo come un bando globale aperto da 30 milioni di dollari. All’epoca Google ha dichiarato che l’iniziativa avrebbe fornito finanziamenti catalitici e competenze tecniche per aiutare ricercatori, organizzazioni non profit e imprese sociali a perseguire quelli che ha definito risultati rivoluzionari di livello Nobel, e che era alla ricerca della prossima generazione di scoperte scientifiche rivoluzionarie. Il bando richiedeva progetti nei settori della salute e delle scienze della vita, nonché della resilienza alle crisi e delle scienze ambientali; le candidature sono rimaste aperte fino al 17 aprile 2026. Google ha inoltre affermato che l’iniziativa si basa sul suo primo fondo AI for Science e che le organizzazioni selezionate avrebbero avuto l’opportunità di partecipare a un Google.org Accelerator, possibilità ora estesa ai 17 beneficiari.












