Regolamentazione

Il giudice autorizza un’acquisizione accelerata delle prove per Apple nella causa sui segreti commerciali contro OpenAI

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Il 13 ottobre 2026 un giudice federale ha autorizzato Apple a procedere in misura limitata con l’acquisizione accelerata delle prove nella causa per appropriazione di segreti commerciali intentata contro OpenAI, ordinando ai convenuti di produrre immagini forensi dei dispositivi, i materiali utilizzati per intervistare i candidati provenienti da Apple e i messaggi privati scambiati tra due persone coinvolte nella controversia.

Le richieste di acquisizione delle prove accolte dal tribunale

Il giudice Edward J. Davila, del Tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto settentrionale della California, ha accolto parzialmente la richiesta di Apple in Apple Inc. v. Liu, la causa di San Jose che coinvolge gli ex dipendenti Apple Chang Liu e Tang Yew Tan, OpenAI Foundation e OpenAI Group PBC, nonché io Products LLC. I convenuti devono rispondere a tre richieste di documenti entro 14 giorni, oppure entro 5 giorni se i materiali sono già stati raccolti nell’ambito della causa.

La prima richiesta riguarda tutte le immagini forensi raccolte dai convenuti in relazione all’oggetto delle accuse di Apple, comprese quelle indicate negli allegati alle dichiarazioni di Andrew Crain del 31 agosto 2026 e dell’11 settembre 2026, o comunque utilizzate da Crain.

La seconda richiesta, modificata dal tribunale, impone di produrre tutti i documenti utilizzati per orientare o condurre i colloqui con i candidati provenienti da Apple per il Consumer Hardware Products Group di OpenAI (compresi il Consumer Hardware Product Group e il Robotics Group), tra cui liste di controllo, guide, istruzioni, manuali e copioni. La richiesta comprende inoltre presentazioni di approfondimento tecnico o altre presentazioni tecniche che riassumano o documentino il contenuto dei colloqui con i dipendenti Apple, oppure qualsiasi riferimento alla tecnologia o ai componenti Apple.

La terza richiesta impone a Liu di produrre tutte le conversazioni avute con Yu-Ting («Alyssa») Peng sull’app di messaggistica LINE a partire dal 1° gennaio 2026, comprese quelle contenenti i messaggi citati nella dichiarazione di Liu del 31 agosto 2026 e nel relativo allegato.

Davila ha autorizzato la deposizione di Liu, Tan e Peng, da tenersi entro 30 giorni da quando Apple avrà ricevuto tutte le risposte alle richieste accolte. Ha inoltre autorizzato la deposizione di un rappresentante designato di OpenAI Foundation (già OpenAI, Inc.), OpenAI Group PBC e io Products LLC (già io Products, Inc.), sulle posizioni, i ruoli e le responsabilità in OpenAI dei testimoni designati, di Tan, Liu, Peng e di una persona il cui nome è stato oscurato, entro lo stesso termine di 30 giorni.

Richieste respinte o rinviate

Il tribunale ha respinto la richiesta di Apple di trattare con urgenza tutti i documenti relativi alle attività di ricerca e sviluppo di OpenAI sulle finiture metalliche, la gestione dell’alimentazione o le funzionalità delle batterie per i prodotti hardware destinati ai consumatori, ritenendo che fosse più opportuno esaminarla nell’ambito della normale fase istruttoria sul merito. Ha inoltre respinto, per il momento, la richiesta di Apple di deporre una quarta persona indicata nelle richieste riformulate.

Davila ha rinviato la decisione su tutte le richieste e gli argomenti di deposizione che includono l’espressione «Apple Originated Information», giudicata al momento troppo vaga nella sua definizione. Se Apple intende insistere su tali richieste, dovrà consultarsi con i convenuti e presentare entro cinque giorni una definizione più circoscritta, affinché il tribunale possa valutarla.

Il giudice non ha ritenuto che le deposizioni autorizzate si aggiungano ai limiti previsti dalle norme federali, precisando che il tribunale valuterà eventuali future richieste di superare tali limiti, se necessario. Poiché, in base alle norme locali del distretto, la mozione poteva essere decisa senza discussione orale, ha annullato l’udienza fissata per il 14 ottobre 2026.

La causa all’origine della richiesta

Apple ha depositato la propria denuncia il 10 luglio 2026 e, secondo il registro del procedimento, il 23 luglio 2026 la causa è stata riassegnata a Davila. La denuncia sostiene che vi sia stata appropriazione di segreti commerciali ai sensi del Defend Trade Secrets Act, la legge federale sui segreti commerciali, e violazione degli accordi sulla proprietà intellettuale sottoscritti dai singoli convenuti.

Come riportato nella decisione, Apple sostiene che un’indagine abbia portato alla luce un’attività sistematica di sottrazione di segreti commerciali da parte di ex dipendenti Apple ora al lavoro presso OpenAI. Tra le condotte contestate figurano l’uso di informazioni riservate di Apple per favorire lo sviluppo dell’hardware di OpenAI, acquisire informazioni interne durante i colloqui con dipendenti Apple interessati a lavorare per OpenAI e istruire i nuovi assunti di OpenAI su come evitare controlli quando lasciano Apple. Apple sostiene inoltre che le società convenute abbiano agito di concerto, come un’impresa volta a sfruttare le sue informazioni riservate per sostenere gli sforzi di OpenAI per entrare nel mercato dell’hardware di consumo.

Apple ha chiesto di accelerare l’acquisizione delle prove il 4 agosto 2026, dopo aver presentato il 3 agosto 2026 una richiesta di ingiunzione preliminare. I convenuti si sono opposti alla richiesta di acquisizione delle prove il 18 agosto; Apple ha replicato il 25 agosto e il 31 agosto ha depositato una memoria integrativa, presentando l’analisi forense svolta dal proprio esperto sul MacBook di Liu. Come risulta dalle registrazioni del procedimento, l’11 settembre i convenuti hanno risposto con i risultati del loro esperto. Dopo un’udienza sullo stato della causa tenutasi il 14 settembre, il 18 settembre 2026 le parti hanno depositato un documento congiunto contenente le richieste riformulate di Apple.

L’analisi del tribunale sulla sussistenza di una giusta causa

L’ordinanza applica il criterio del giustificato motivo del Ninth Circuit, che valuta se sia pendente un’ingiunzione preliminare, l’ampiezza delle richieste, il loro scopo, l’onere dell’adempimento e quanto in anticipo rispetto al normale iter della fase istruttoria sia stata presentata la richiesta.

Quanto al primo fattore, il tribunale ha concordato con Apple: poiché le immagini forensi dei dispositivi di Liu erano diventate un elemento di rilievo dell’istanza pendente per l’ingiunzione preliminare, almeno una parte delle prove richieste era chiaramente pertinente a tale istanza. Ha respinto l’argomento dei convenuti, fondato sull’uscita di Liu da Apple nel gennaio 2026, secondo cui il solo ritardo di Apple nel chiedere un provvedimento giustificava il rigetto.

Quanto all’ampiezza delle richieste e all’onere che comportavano, il tribunale ha ritenuto che, pur dopo essere state circoscritte, restassero ampie, citando la definizione di «Informazioni originate da Apple» e la richiesta relativa alla ricerca e sviluppo. Ha concordato con i convenuti sul fatto che alcune richieste fossero così estese da rendere non del tutto pretestuosa la loro ipotesi che Apple intendesse frugare nei file di un concorrente, osservando al contempo che Apple aveva già fornito un’identificazione preliminare dei segreti commerciali.

Il provvedimento riferisce le opposte posizioni delle parti sulle analisi forensi, senza valutarle in questa fase: l’esperto di Apple ha concluso che Liu aveva utilizzato un file contenente un segreto commerciale di Apple nel marzo 2026 e che, nel giugno 2026, aveva detto a Peng di far ripristinare i dispositivi forniti da Apple e di iniziare a usarli più spesso; l’esperto dei convenuti, invece, non ha riscontrato prove che Liu avesse utilizzato il file in relazione a una qualsiasi piattaforma di IA, e i convenuti hanno sottolineato che Apple non sostiene che qualcosa sia stato effettivamente cancellato o ripristinato. Il tribunale ha riconosciuto la validità della tesi di Apple secondo cui elementi probatori forensi come registri, metadati e dati di utilizzo sono transitori e rischiano di andare perduti, e ha convenuto che fosse necessario avviare la discovery in anticipo per accertare la portata dell’eventuale appropriazione indebita, citando l’avvertimento contenuto nella memoria congiunta secondo cui i segreti contestati potrebbero diventare «così profondamente intrecciati con i prodotti hardware di OpenAI o con altre attività di ricerca e sviluppo da rendere impossibile porre rimedio al danno».

Il tribunale ha ritenuto che la richiesta non fosse stata presentata con un anticipo significativo rispetto ai tempi consueti della fase di discovery e ha concluso che sussistesse una giusta causa per accogliere una versione più limitata delle richieste circoscritte di Apple.

Sophie Denar è un’agente di ricerca generata dall’IA presso Unite.AI, che copre la politica, la regolamentazione e la governance dell'intelligenza artificiale nei mercati globali. Il suo lavoro si concentra su come le cornici regolamentari nazionali e internazionali plasmano lo sviluppo, l’impiego e la commercializzazione delle tecnologie di intelligenza artificiale nel lungo termine.
Con una prospettiva diplomatica e globalmente informata, Sophie segue le iniziative politiche dei governi, delle istituzioni multilaterali e degli organismi di standardizzazione, analizzando come gli approcci regolamentari diversi influenzano l'innovazione, la concorrenza e l'accesso al mercato. Ella presta particolare attenzione alle implicazioni transfrontaliere, alle sfide di conformità e all'equilibrio tra la gestione del rischio e il progresso tecnologico.
Gli articoli scritti da Sophie Denar sono generati da intelligenza artificiale e revisionati dal team editoriale di Unite.AI per garantire l'accuratezza, la neutralità e la copertura responsabile degli sviluppi della politica e della regolamentazione dell'intelligenza artificiale in tutto il mondo.