Sicurezza informatica

Intelligenza Artificiale, Responsabilità e il Richiamo alla Sicurezza Informatica

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Man mano che le organizzazioni continuano ad adottare l’intelligenza artificiale (AI) per guidare l’innovazione, trasformare le operazioni e semplificare la presa di decisioni, devono fare i conti con un’altra realtà: l’AI sta rapidamente ridisegnando il panorama delle minacce alla sicurezza informatica. Mentre l’AI aiuta i CISO a migliorare la rilevazione e la risposta, sta anche portando a cyberattacchi più sofisticati. Gli stessi motori di AI che generano informazioni preziose possono anche generare identità false, campagne di phishing e malware.

Il rapporto State of Cybersecurity Report 2025 di Wipro ritrae accuratamente questa realtà. Nonostante la promessa dell’AI di rafforzare la sicurezza, le organizzazioni stanno ancora venendo meno. Tuttavia, ciò non è dovuto alla tecnologia, ma alle lacune di responsabilità, ai piani di governance settoriali e alla scarsa formazione sulla consapevolezza della sicurezza informatica. Molti violazioni della sicurezza derivano non solo da avversari avanzati, ma anche da errori umani e da un investimento insufficiente nella sicurezza informatica di base.

Il Panorama delle Minacce in Espansione

L’AI ha cambiato il panorama per i cybercriminali. Possono ora utilizzare modelli generativi per creare messaggi di phishing personalizzati, automatizzare la creazione di malware che può evitare la rilevazione e persino manipolare audio e video per impersonare dirigenti attraverso deepfake. Queste tattiche non sono più limitate a stati-nazione o gruppi di hacking di élite, poiché sono accessibili attraverso strumenti open-source e piattaforme di AI-as-a-service.

La ricerca di Wipro mostra che il 44% delle organizzazioni cita ora la negligenza interna e la mancanza di consapevolezza della sicurezza informatica degli dipendenti come principali vulnerabilità, anche più del ransomware nell’indice di rischio. Ciò mostra che molte aziende non stanno tenendo il passo con la natura evolutiva degli attacchi: i sistemi legacy, il software obsoleto e le strategie di gestione delle patch deboli rendono facile per i cybercriminali violare le reti.

Trascurare le pratiche di sicurezza di base non è più un errore superato o perdonabile: è un rischio aziendale critico. L’aumento degli attacchi abilitati dall’AI allarga solo il divario tra le organizzazioni che prendono seriamente la sicurezza informatica e quelle che non lo fanno.

Confini di Responsabilità Sfumati

Uno dei principali risultati del rapporto è la mancanza di chiarezza intorno alla proprietà della sicurezza informatica. Mentre il 53% dei CISO riferisce direttamente ai CIO, il resto è sparpagliato attraverso varie funzioni esecutive, tra cui COO, CFO e team legali. Ciò indebolisce la presa di decisioni e rende confusa la conoscenza di chi è veramente responsabile degli esiti di sicurezza.

Questo problema diventa più acuto quando entra in scena l’AI. Il rapporto ha scoperto che il 70% dei rispondenti europei ritiene che l’implementazione dell’AI dovrebbe essere una responsabilità condivisa, eppure solo il 13% ha un team designato per sovrintendere ad essa. L’adozione dell’AI spesso procede senza una critica supervisione del rischio senza una chiara definizione di proprietà, portando a pratiche inconsistenti, vulnerabilità non gestite e opportunità mancate per l’allineamento con i quadri normativi.

I leader IT devono trattare la sicurezza informatica e la governance dell’AI come priorità strategiche a livello di consiglio di amministrazione. I dirigenti senior devono andare oltre la supervisione passiva e partecipare a esercitazioni di tavolo, pianificazione di scenari e revisioni di prontezza informatica. Nell’attuale ambiente, la collaborazione, la comunicazione e la gestione della crisi sono necessarie per mantenere la resilienza.

Il Ruolo dell’AI nel Ridisegnare la Sicurezza

Mentre l’AI ha creato nuove minacce, offre anche potenti capacità per aiutare le organizzazioni a proteggere le loro reti. La rilevazione delle minacce guidata dall’AI può analizzare grandi quantità di dati in tempo reale, ridurre i falsi positivi e identificare irregolarità comportamentali che potrebbero indicare una violazione. Può automatizzare il triage degli incidenti, accelerare i tempi di risposta e aiutare i centri operativi di sicurezza.

Secondo Wipro, il 93% delle organizzazioni sondaggiate dà priorità all’AI per la rilevazione e la risposta alle minacce, riflettendo il valore che le organizzazioni attribuiscono alla rilevazione delle minacce. La natura duale dell’AI richiede un approccio misurato e responsabile all’implementazione. Le organizzazioni necessitano di quadri di governance che coprono la spiegabilità del modello, la mitigazione dei pregiudizi e la conformità con le leggi sulla privacy dei dati. Senza di essi, l’AI può diventare un rischio imprevedibile piuttosto che uno strumento per la resilienza.

Perché la Formazione degli Dipendenti è Ancora Importante

In un mondo di strumenti AI avanzati, l’errore umano rimane ancora la vulnerabilità più costante nella sicurezza informatica. Il phishing rimane il principale vettore di attacco per il 65% delle organizzazioni. Mentre gli attaccanti utilizzano l’AI per creare tattiche di ingegneria sociale più convincenti, il rischio di violazioni innescate dall’utente aumenta.

Una delle principali ragioni di ciò è che le organizzazioni spesso considerano la formazione sulla sicurezza informatica come un’attività di conformità una tantum. Deve essere un processo continuo che si evolve nel tempo. I dipendenti dovrebbero essere formati sui rischi comuni e sui rischi abilitati dall’AI, come l’impersonificazione della voce deepfake o gli attacchi di iniezione di prompt su piattaforme abilitate dall’AI. Gli aggiornamenti trascurati, i sistemi non patchati e la dipendenza da infrastrutture legacy rimangono problemi persistenti, e queste lacune creano opportunità per le violazioni. La formazione deve procedere di pari passo con audit di routine, gestione delle patch e coordinamento interdipartimentale.

Per difendersi veramente dalle minacce moderne, le organizzazioni devono investire nell’intelligenza umana e macchina e assicurarsi che i loro team siano altrettanto agili e adattabili quanto le loro tecnologie.

Costruire una Cultura di Responsabilità

La base di una strategia di sicurezza informatica non è la tecnologia; è la chiarezza. Le organizzazioni devono definire chi è responsabile di cosa, stabilire strutture di governance e incoraggiare una cultura di sicurezza che copre tutte le aree.

La chiave è quella di dotare il CISO o il ruolo di leadership IT equivalente di autorità e visibilità. È saggio formare consigli di rischio informatico cross-funzionali, che includono rappresentanti di IT, conformità, legale e unità aziendali. Alcune aziende stanno istituendo comitati a livello di consiglio di amministrazione focalizzati specificamente sulla supervisione della sicurezza informatica.

I quadri di governance per i dispiegamenti di AI devono includere controlli sui dati di formazione, sulla distribuzione del modello, sui diritti di accesso e sulla sorveglianza in tempo reale. Questi quadri devono evolversi insieme a regolamenti come l’AI Act dell’UE e gli standard emergenti del settore per l’uso etico dell’AI.

La formazione degli dipendenti sull’AI deve anche essere integrata in questo cambiamento culturale. La sicurezza dell’AI non è solo un problema IT; è una responsabilità condivisa tra dipartimenti, regioni e ruoli. L’intera azienda vince quando tutti nell’organizzazione comprendono il loro ruolo nella protezione dei dati e dei sistemi.

Dall’Awareness all’Azione

L’AI sta ridisegnando il panorama della sicurezza informatica. Gli attaccanti sono più veloci, più scalabili e sempre più automatizzati. I difensori hanno potenti strumenti a loro disposizione, ma gli strumenti da soli non li salveranno.

Le organizzazioni devono costruire processi di governance migliori, non solo algoritmi più potenti. Ciò include la chiarificazione della responsabilità per i sistemi di AI e forse l’inclusione dell’AI nel mix della sicurezza informatica.

Il rapporto invia un messaggio chiaro: la tecnologia sta avanzando rapidamente, ma le persone, i processi e le priorità stanno rimanendo indietro. Colmare quel divario è un imperativo strategico, soprattutto ora che l’AI è entrata in scena. Non c’è dubbio che l’AI continuerà a trasformare il modo in cui viviamo e lavoriamo. Ma se quella trasformazione rafforzerà o comprometterà la tua organizzazione dipende da quanto seriamente prendi la responsabilità, a partire da oggi.

Saugat Sindhu, Sr. Partner e Global Head of Advisory Services, Cybersecurity & Risk Services, Wipro.